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Fenton Williams il designer delle luci della DMB

Fonte: JamBands.com (18.08.06)

Foto: Rudy Arias
Foto: Rudy Arias
Fenton Williams ha iniziato la sua odissea on the road con la DMB nel 1991. Dapprima come road manager, in seguito come designer e direttore delle luci. Si è cimentato anche nella direzione di due dvd della band, il Live at Folsom Field e The Gorge, (oltre che come designer delle luci nel dvd Central Park Concert, co-direttore nel Live At Radio City Music e produttore esecutivo nel Live At Piedmont. NdT). Tuttavia, come spiega nella lunga conversazione che segue, Fenton preferisce il suo lavoro con le luci.
Boyd Tinsley è prodigo di elogi nei confronti di Fenton: ´Fenton è una delle persone più in gamba che ho conosciuto in vita mia. E´ un mio grande amico, un grande amico di tutti nella band e uno dei migliori designers delle luci presenti sul mercato. Talvolta, alla fine di quello che penso sia stato uno show meraviglioso, qualcuno viene a parlare con me e afferma di aver molto apprezzato lo show, ma la prima cosa che dicono tutti è sempre ‘Mio Dio, le luci erano incredibili!´ ´

La seguente intervista è stata fatta a Fenton prima della venuta a Randall´s Island per la seconda edizione del famoso DMB weekend.

Quale sarà il processo per il montaggio del palco e e della strumentazione per lo show a Randall´s Island quest´anno? Ci può raccontare come viene montato uno show di questo tipo?
Il venerdi, due giorni prima dello show, una parte dell´ équipe e dei produttori arriveranno e faranno un sopralluogo. Alle 8 del mattino del sabato inizieremo a scaricare la strumentazione delle luci, del suono e del palco. Probabilmente nel pomeriggio ci sarà un soundcheck e, all´imbrunire, io e Aaron Stinebrink resteremo fino, più o meno, a notte fonda per programmare l´ illuminazione e prepararci.
La prima cosa che facciamo è programmare le posizioni focali delle luci. Che cambiano molto. Finora abbiamo fatto degli shows principalmente negli anfiteatri e negli stadi più piccoli, e Randall´s Island è un grande spazio aperto, quindi quando si posizionano le luci per illuminare la platea è completamente differente dai precedenti shows in cui la platea è un semicerchio. A Randall´s Island tutto è più spazioso e la platea è molto più ampia.

Lei ha parlato di programmazione. Può spiegare quanto del suo lavoro in uno show è improvvisato?
Direi che il 95% di uno show è improvvisato. Ho il mio set per l´illuminazione con tutti i miei bottoni e le mie dissolvenze. Ho un bottone che cambia ogni 3 secondi l´ illuminazione dando luogo ad un colore completamente differente, oppure un altro bottone che farà un movimento da 10 a 15 secondi dal palco alla platea. Di conseguenza, so che quando utilizzo l´uno o l´altro bottone produrrò effetti diversi, ma la tempistica di tutto ciò che faccio la decido al momento.
Ogni notte è diversa. In una notte posso decidere che l´illuminazione segua una linea di basso specifica in una certa parte della song, e due notti dopo, quando la band suona la stessa musica, posso focalizzare l´illuminazione a seconda di ciò che Boyd sta suonando col violino. E tutto questo viene deciso al momento, dal vivo, durante ciascuno show.

Esiste una tonalità o un particolare colore che lei associa con qualche musica specifica?
Certamente. Hunger For The Great Light, per esempio, la visualizzo con molte tonalità di giallo. Con #41 visualizzo colori più ricchi, azzurri e colori freddi. Granny è un´altra canzone calda che visualizzo con tonalità sul rosso e ambra.

Queste sue visualizzazioni cambiano a seconda del modo in cui la band sta suonando quella musica in quella notte o a seconda di come lei si sente?
Certamente, il bello è che posso fare questi cambiamenti in qualsiasi momento, se sto sentendo che la musica è un po´ diversa o se il mio umore è diverso. Dirò di più: se si ascolta in uno show una canzone, ad esempio Pig, come la terza canzone della set list, e due notti dopo la si ascolta come la dodicesima, l´illuminazione sarà completamente diversa, perché esistono tanti elementi differenti che si intersecano in conformità con lo show. Tutto il concetto sta nel posizionamento delle luci e nella profondità. C´è molto lavoro sul palco dietro alla band, con 5 o 6 diversi tipi di luce che man mano appaiono durante lo show, inclusi nuovi schermi di video a bassa risoluzione che possiamo utilizzare come effetti di luce. Abbiamo anche un sistema in fibra ottica per la trasmissione dei dati digitali.

Quanto tempo si prepara prima dell´inizio di un tour quando si aggiungono nuovi strumenti ed elementi per l´illuminazione?
Direi almeno da 20 a 25 giorni come minimo, per poter sperimentare le nuove soluzioni e farle interagire con le preesistenti. Solitamente trascorriamo un mese in Connecticut, prima del tour, per fare questi preparativi. Per darle un´idea di quanto lavoriamo sulle luci, le dirò che stiamo già preparando l´illuminazione del tour dell´anno prossimo.

Qual è il ruolo della band in tutto questo processo?
Io mostro loro ciò che sto facendo, ma solo per accertarmi che poi non mi dicano ´ma che diavolo è questo?´, però solitamente a loro piace molto ciò che faccio, mi appoggiano molto e sono soddisfatti della direzione che il lavoro sta assumendo. L´unico momento in cui loro vedono l´illuminazione al di fuori del palco è il giorno prima dell´inizio del tour.
Tutti noi andiamo nel luogo dello show la sera prima e loro suonano per circa un´ora. Dopo noi mettiamo su una musica , può essere la DMB o altra che ci piace, ed io e Aaron ci divertiamo con l´illuminazione affinché la band possa vedere ciò che abbiamo preparato e avere un´idea di come sarà lo show.
Ciò è sempre stressante e ci rende nervosi perché è pur sempre il primo show del tour e le cose non sono ancora mature, tutto in genere migliora dopo i primi shows e quando si arriva al sesto o settimo show tutto va a posto. Molte cose le decidiamo sulla base dei tentativi e degli errori ´Wow, questo funziona veramente bene!´ Ma non si può arrivare a questo risultato prima del terzo o quarto show. Io scopro cose nuove sempre.

Lei ha delle canzoni preferite per il suo lavoro sulle luci?
Io amo You Never Know. Adoro il lavoro sulle luci di Kit Kat Jam, che loro non suonano da tempo. E adoro #41 e The Last Stop.

Lei ha diretto anche due dvd della band. Ora che sono passati alcuni anni e guardando indietro, cosa direbbe di quella esperienza?
Nel Folsom Field ero più giovane e, guardando indietro, forse avevo più energie. Cercavo di fare troppo. Ci sono degli effetti e delle scene con rapide zoomate che all´epoca mi sembravano ottime, ma analizzandole adesso mi sembra un po´ troppo accelerato. Il Gorge è un po´ più semplice. Ma credo che abbia comunque una grande energia, un´ottima dinamica, senza tutto quel boom boom boom che deriva dal cercare di mettere tutto. Nel Folsom Field cercavo di riprendere ogni linea di basso, ciascun passaggio della batteria. Alcuni anni dopo ho capito che non è necessario collocare tutte le scene.

Ha in mente di dirigere ancora in futuro?
Mi piacerebbe moltissimo fare di più, ma tutto dipende dal tempo. Per alcuni anni ho diretto la parte video, ma ad un certo punto mi mancava il lavoro sull´illuminazione, che ti permette di avere una maggiore interazione con la band. Il mio primo amore con questa band è stato occuparmi delle luci. E voglio che le mie dita si muovano in sincronia con la band.
Traduzione: Corsina Andriano