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<title>Dentro la notizia [DMB Con-Fusion]</title>
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<description>Dentro la notizia [DMB Con-Fusion]</description>
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<title>Dentro la notizia [DMB Con-Fusion]</title>
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<item><title><![CDATA[DMB: Live in New York City.]]></title>
<description><![CDATA[In tempi di reunion  e di riesumazioni più o meno felici, autoreferenziali o meramente commerciali, la <b>Dave Matthews Band</b>, campione d´incassi del decennio secondo la rivista <i>Pollstar</i> e, in barba alla crisi dell´industria dei concerti, saldamente al terzo posto nella classifica dei tour 2010 secondo la <i>Associated Press</i>,  continua a distinguersi decidendo, in assoluta controtendenza,  di celebrare il ventennale della propria incessante e stellare carriera live con un anno di pausa nel 2011. E lo fa proprio quando sta vivendo uno dei momenti più felici ed ispirati, con un nuovo album sfornato nel 2009, <b>Big Whiskey And The Groogrux King</b> - disco di platino e due nomination ai Grammys nelle categorie <i>Best Rock Album</i> e <i>Album of The Year</i> - che ne ha segnato la rinascita dopo le sofferte vicende interne e la tragica scomparsa del sassofonista LeRoi Moore, e nel bel mezzo di una delle più intense e solide annate live: la conquista dell´Europa con un tour strepitoso, che ha toccato  anche l´ Italia con ben tre date; un Summer Tour americano che viene già considerato una pietra miliare nella storia della band; un pirotecnico  tour sudamericano ed il Fall Tour americano, appena iniziato, che si concluderà con una doppietta a Charlottesville, la cittadina della Virginia dove  venti anni fa è iniziata un´avventura che è già leggenda.<br><br>Perchè nel caso della Dave Matthews Band i numeri e le classifiche confermano che la top live act del decennio non ha eguali nell´ universo musicale contemporaneo ed è in grado di scompaginare per sempre i parametri e le coordinate di una qualsivoglia esperienza live. Provate ad assistere ad un concerto della Dave Matthews Band e vi renderete conto che nulla, mai più, sarà lo stesso. Le caratteristiche stilistiche che con gli anni hanno forgiato l´originale ed irresistibile sound della band, da sempre sfuggito a qualsiasi tentativo di classificazione, attraversano con disinvoltura, incredibile perizia tecnica e genuina complicità sul palco una gamma trasversale di sonorità e generi musicali a livelli qualitativamente stellari. Come se non bastasse, questi musicisti dalla tecnica mostruosa hanno ancora nelle vene l´entusiasmo disincantato dei ragazzini agli esordi, la voglia di suonare, di divertirsi e divertire, un affiatamento che non è solo mestiere ma affonda le sue radici nella solidità di una trama di relazioni che coinvolge tutti gli attori -dal tecnico del suono, al designer delle luci, al fotografo, ai collaboratori- che li rende una famiglia solida e compatta. Basta trascorrere qualche giorno con loro per respirare un clima in cui altissima professionalità e familiarità sono inscindibili. Divinità musicali ed antidivi per eccellenza, la loro grandezza forse deriva proprio dalla loro straordinaria umanità e dall´onestà del loro fare musica, perchè appare evidente che la Dave Matthews Band sul palco sta semplicemente meglio che in qualunque altro posto. Ma siamo proprio sicuri che riusciranno a starne lontani nel 2011?<br><br>La notizia dell´anno di pausa è arrivata, come un fulmine a ciel sereno, sul sito ufficiale della DMB proprio a pochi giorni dall´inizio del Summer Tour che, con i suoi 53 concerti previsti tra Maggio e Settembre, si è cosi ritrovato coi riflettori puntati, catalizzando altissime aspettative ampiamente soddisfatte in quello che si è rivelato un tour indimenticabile, certamente uno dei migliori della carriera della band. Una band al top della forma, con la nuova lineup ormai collaudata dopo due anni on the road, che  ha voluto congedarsi regalando non solo un sapiente equilibrio tra i pezzi del nuovo album ed i classici inossidabili, ma sfoderando un repertorio che non veniva suonato anche da molti anni, con grandi pescaggi dall´intera discografia, inediti compresi. Ho assistito ad alcune date del summer tour americano e del tour sudamericano appena concluso e la sensazione che ogni sera fosse "quella definitiva" era fortissima. Ecco allora che nell´ infinita produzione live della Dave Matthews Band, il <b>Live in New York City</b>, l´attesissima release del concerto sold out tenuto al Citi Field lo scorso 17 Luglio, si colloca all´interno di un momento storico della band straordinariamente ispirato e singolare e coglie perfettamente lo stato di grazia in cui si trova attualmente. <br><br>Inaugurato lo scorso anno, il <b>Citi Field</b> è uno stadio ultramoderno ed estremamente funzionale che ha rimpiazzato il leggendario Shea Stadium (ricordate i Beatles nell´estate 1965? Il primo storico concerto rock in uno stadio?) ed è la nuova casa dei <i>New York Mets</i>, la locale squadra di baseball. Qui la Dave Matthews Band (preceduta dalla trascinante Zac Brown Band come opener) ha tenuto una delle più solide e travolgenti performance di quest´estate, infiammando il pubblico in una doppietta la cui seconda serata è stata immortalata in questo doppio cd (mentre alcuni pezzi della prima serata fanno parte del <i>Big Apple Bonus Disc</i> offerto col pre-order sullo store ufficiale). Già il terzetto iniziale, tre capolavori assoluti della Dave Matthews Band, e la ricercatezza degli arrangiamenti ci fa capire che non siamo davanti ad una set list convenzionale. Apre le danze <i>The Stone</i>, una delle perle di <b>Before These Crowded Streets</b>, con la <i>Can´t Help (Falling In Love)</i> interpolation del sax di Jeff Coffin, e si entra già nel climax. Non è un pezzo inflazionato negli ultimi anni, come non lo è <i>Warehouse</i>, qui impreziosita dall´ormai rara intro di <b>Under The Table And Dreaming</b>. Con la sua armoniosa ed affatto scontata mistura di rock e ritmi latineggianti, <i>Warehouse</i>, di per sè uno dei pezzi più felici usciti dalla penna di Dave Matthews, è una scossa rutilante di adrenalina fino al tripudio della sezione dei fiati che esplode nella salsa jam. La voce di Dave è al top e lo sarà per tutta la durata del concerto; l´elettrica di Tim Reynolds rockeggia dove deve e ricama con misura i suoi creativi fraseggi; la sezione fiati giganteggia, grazie al notevole valore aggiunto dallo straordinario Jeff Coffin e da un Rashawn Ross che è notevolmente cresciuto ed assume sempre più un ruolo di spicco, sia con i suoi assoli alla tromba sia nei backing vocals insieme a Carter. Il livello si mantiene qualitativamente alto con <i>One Sweet World</i>, che torna ad essere eseguita con la meravigliosa e ricercata intro strumentale. Appena tre pezzi ed abbiamo già superato la mezzora quando arriva la trascinante <i>Funny The Way It Is</i>, primo singolo di Big Whiskey, in una versione elettrizzante e quasi rabbiosa che infiamma uno stadio già ben surriscaldato. La complessa e articolata <i>Seek Up</i> si apre con un dialogo squisitamente free jazz tra il sax di Jeff e la tromba di Rashawn sul riff incalzante della chitarra acustica, prosegue nella struttura ondeggiante di questa versione sbalorditiva i cui momenti intimi e delicati del cantato di Dave e del violino di Boyd Tinsley, qua e là punteggiati dai fraseggi dell´elettrica di Tim,  si aprono in un crescendo di orchestrazioni corali, ora ariose ora drammatiche, il tutto sostenuto dalla spina dorsale di un´impeccabile sezione ritmica. Giù il cappello, signori, Carter Beauford on the drums, uno dei più geniali ed inventivi batteristi al mondo, in perfetta sintonia col basso incisivo di Stefan Lessard.  <i>Seven</i> e <i>Squirm</i> hanno fatto molta strada da Big Whsikey nel laboratorio musicale on the road e si sente. Due colonne portanti del nuovo album in una versione sanguigna e ben consolidata. L´energia è quasi palpabile ed esplode in <i>Crash Into Me</i> per decollare nella prepotente <i>You Might Die Trying</i>.  L´ intensa <i>Proudest Monkey</i> (con l´interpolation <i>New York New York</i>) riporta il termometro energetico ad un livello più sostenibile, aprendo la strada alla splendida <i>Satellite</i> ed alla delicata <i>Spaceman</i>. Ma ecco che l´energia lievita ancora nella poderosa <i>Dancing Nancies</i>. Siamo a New York e Dave lo sottolinea cantando <i>Could i have been lost somewhere in Flushing</i> (il quartiere del distretto dei Queens sede del Citi Field) e si materializza uno di quei miracoli musicali che ti rapiscono in una dimensione di godimento plurisensoriale,  dove appare evidente che le lunghe e spettacolari jam non sono al servizio dei virtuosismi individuali, ma si articolano attorno alla solida struttura delle splendide canzoni di Dave, songwriter dalla voce straordinariamente duttile, chitarrista atipico col ritmo nel sangue ed uno dei migliori parolieri della sua epoca. Prova ne è la successiva <i>Gravedigger</i>, uno dei capolavori di Dave Matthews solista, il cui arrangiamento full band, di straordinario spessore musicale, ne esalta la bellezza e la drammaticità. Debutta perfino una nuova song, <i>Blackjack</i> - scritta insieme a Mark Batson durante le sessions di Stand Up-  di cui abbiamo qui una scarna progenitura che sarà poi sviluppata più compiutamente durante il summer tour, trasformandosi in una "sequenza schizofrenica ma molto divertente di generi" come Dave stesso l´ha definita in una recente intervista al <i>Clarin</i> argentino. Ma ecco che la tensione sale nuovamente e si consuma il rituale catartico di <i>Stay (Wasting Time</i>), la quintessenza della gioia e del piacere fisico di cantare e ballare, che generalmente dal vivo fa scattare il pubblico in piedi in una standing ovation alimentata da una sezione fiati assolutamente travolgente. Il livello energetico è al punto giusto per entrare nell´esaltazione dell´epica e maestosa <i>Two Step</i>, con l´intro di <i>Time Bomb</i>, la chicca di questo summer tour: sembrano fatte l´una per l´altra ed è l´ennesima dimostrazione di come nulla sia scontato per la Dave Matthews Band, capace di giocare, divertirsi e improvvisare col proprio repertorio. La bomba ad orologeria esplode in una delle migliori versioni di Two Step, solida, rutilante, con quella macchina da guerra di Carter Beauford che trascina tutti gli altri musicisti e noi compresi in un vortice vertiginoso che pare non avere mai fine. Invece finisce e l´encore parte con la struggente ed intensa <i>Some Devil</i>, un´impeccabile ed ammaliante interpretazione solista di Dave con la sua chitarra elettrica che ci cattura nel suo mondo di tenebre e demoni da cui ci strappano via l´abbagliante e solare <i>Shake Me Like A Monkey</i>, con il suo brillante tripudio di fiati, e l´ esplosiva e trascinante <i>All Along The Watchtower</i>, qui in una versione da antologia. Applausi. Signore e signori, questa è la Dave Matthews Band, la più grande jam band del mondo e il Live in NYC l´istantanea del suo attuale stato di grazia.<br><br><i>Grazie alla Red Light Management per la foto</i><br>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.davematthewsband.it/news.asp?id=309]]></link>
<pubDate>Mar, 29 Novembre 2011 0:0:00 +0100</pubDate>
<guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.davematthewsband.it/news.asp?id=309]]></guid>
</item>
<item><title><![CDATA[DMB: Live in New York City. Review]]></title>
<description><![CDATA[In a period of more or less successful, self-referential or purely commercial reunions and revivals, <b>Dave Matthews Band</b> —last decade highest-grossing touring band according to Pollstar and, despite the concert industry crisis, third in the chart of 2010 tours according to Associated Press— continues to distinguish itself by taking the unprecedented decision of celebrating the twentieth anniversary of their incessant and stellar live activity with a year off in 2011. And this decision arrives in one of the most inspired periods in the band´s career: their latest album that came out in 2009, <b>Big Whiskey and the Groogrux King</b>, went platinum, earned two Grammy nominations for Best Rock Album and Album of the Year and marked the rebirth of the band after their a difficult phase and the tragic loss of saxophone player LeRoi Moore. But now they are in the middle of what seems the most intense and solid year of their touring activity: the conquest of Europe with an amazing tour that saw them play three dates in Italy, an American summer tour that is already considered a milestone in the band history, a spectacular tour in South America and the American fall tour that will end with two shows in Charlottesville, the Virginia town where twenty years ago the adventure began. An adventure that is already a legend.<br><br>All this numbers and charts go to show that the top live act of the decade doesn´t have any equals in the contemporary music universe and they are able to upset any parameter of any live concert experience. Try attending a Dave Matthews Band concert and you´ll realize that nothing will ever be the same. The stylistic characteristics that forged over the years the original and irresistible sound of the band, which has always resisted all attempts at classification, cross a wide range of musical genres at stellar levels with ease, incredible technical ability and genuine onstage complicity. And if this wasn´t enough, these incredibly talented musicians still have the enthusiasm of beginners, the desire to play, have fun and a blending that isn´t just the result of skill, but instead derives from the solidity of a web of relations that involve everyone in the crew—from the sound engineer, to the light designer, the photographer and the other workers—which makes them a strong and united family. You just need to spend a few days with them to feel an atmosphere in which high professionalism and familiarity are inseparable. Musical stars who don´t act like stars at all, perhaps their greatness derive from their extraordinary humanity and the honesty of their music, because it is clear that the Dave Matthews Band on stage looks better than in any other place. But are we really sure that they can stay away from it in 2011?<br><br>The news about the year off has suddenly appeard on the band official website a few days before the beginning of the Summer Tour that, with its 53 shows between May and September, has found itself under the spotlight, gathering high expectations that were fully satisfied, thanks to an unforgettable tour, definitely one of the best in the band´s career. A band in top shape, with the new lineup tested by two years on the road, that wanted to say goodbye by rewarding their fans not just with a good balance between songs from the new album and more classic tunes, but also drawing out from the whole discography songs that hadn´t been played for many years and even some unpublished ones. I attended a few of the concerts of the US summer tour and the South American tour and the strong feeling was that every night was ´the one´. Among the vast number of live recordings by the Dave Matthews Band, the highly anticipated release of the sold out concert held last July, 17th at Citi Field, entitled <b>Live in New York City</b>, finds the band in an extraordinarily inspired period and perfectly captures the state of grace in which the band is living at the moment.<br>Inaugurated last year, <b>Citi Field</b> is a modern and functional stadium that replaced Shea Stadium (remeber the Beatles in the summer of 1965? The first, historic rock concert in a stadium?) and is the new house of <i>New York Mets</i>, the local baseball team. Here the Dave Matthews Band held one of their most solid and overwhelming performances of the summer, inflaming the audience for two nights, the latter of which has been published on this double album—while some of the songs from the first concert are part of the <i>Big Apple Bonus Disc</i>, offered with the pre-order on the official online store of the band.<br>From the very beginning, thanks to three absolute masterpieces by the Dave Matthews Band and their refined arrangements, we realize that we are not in front of a conventional set list. The first song is <i>The Stone</i>, one of the gems of <b>Before These Crowded Streets</b>, completed by the sax interpolation by Jeff Coffin of <i>Can´t Help (Falling in Love)</i> and we´re already in one of the climaxes of the concert. It is not one of the most played songs, as is <i>Warehouse</i>, here embellished with the now rare intro of <b>Under The Table And Dreaming</b>. With its harmonious and unpredictable fusion of rock and Latin rhythms, Warehouse is one of the best tunes to come out of Dave Matthews´ pen, and it feels like an adrenaline injection until the jam explosion of the horn section.<br>Dave´s voice is in top shape and will be so for the whole concert; Tim Reynolds rocks where he needs to and moderately embellishes the songs with his creative phrasing; the horn section is outstanding, thanks to the extraordinary Jeff Coffin and to Rashawn Ross, who has improved a lot and now takes a more prominent role, both in his trumpet solos and, together with Carter, in the backing vocals. The quality of the concert is kept high with <i>One Sweet World</i>, played with its wonderfully refined instrumental intro. Just three songs but already half an hour has passed, when the band start <i>Funny The Way It Is,</i> the first single from Big Whiskey, in an electrifying and almost angry version that excites the already heated audience. <br>The complex and articulated <i>Seek Up</i> begins with a free jazz dialogue between Jeff´s sax and Rashawn´s trumpet over the insistent riff of Dave´s acoustic guitar. It goes on in this astonishing version whose intimate and delicate moments in Dave´s singing and Boyd Tinsley´s violin, punctuated here and there by Tim´s electric guitar´s phrasings, opens up in a crescendo of orchestrations, now airy, now dramatic, the whole supported by the rhythm section. Ladies and Gentlemen, hats off for <i>Carter Beauford on the drums</i>, one of the most talented and inventive drummers in the world, always in perfect tune with the incisive bass guitar of Stefan Lessard. <i>Seven</i> and <i>Squirm</i> have grown up a lot on the road from when they were recorded for Big Whiskey, and you can hear it very well. Two pillars of the new album in a sanguine and solid version. You can feel the energy of the audience taking off in <i>Crash Into Me</i> and exploding in the powerful <i>You Might Die Trying</i>.<br><i>Proudest Monkey</i>, with its intensity (and the interpolation of<i> New York New York</i>), brings back the energy thermometer at a more sustainable level. Following Proudest Monkey are the splendid <i>Satellite</i> and the delicate <i>Spaceman</i>. But the energy rise again with the powerful <i>Dancing Nancies</i>. We are in New York and Dave underlines it by singing <i>´Could I have been lost somewhere in Flushing´</i> and materializes one of those musical miracles that enrapture you and bring you in a dimension of enjoyment, where it seems clear that the long and spectacular jams are not played to favor the musicians´ virtuosity, instead they articulate around the solid structure of the splendid songs by Dave, a songwriter with an extraordinarily flexible voice, an atypical guitar player, with rhythm in his blood and one of the best lyric writers of his time. Another proof of this is the following <i>Gravedigger</i>, one of Dave Matthews´ masterpieces, whose full band arrangement, with its extraordinary musical depth, exalts its beauty and dramatic power. A new song, then, makes its debut. It´s <i>Blackjack</i>—written with Mark Batson during the sessions for Stand Up—here in a simple version that will be developed during the summer tour and finally settling into a ´schizophrenic but very funny sequence of genres´, as Dave defined the song in a recent interview for the Argentine magazine Clarin.<br>But the tension rise up again with the cathartic ritual of <i>Stay (Wasting Time)</i>, the quintessence of the joy and the physical pleasure of singing and dancing, that usually makes the audience stand up in a standing ovation, fuelled by an overwhelming horn section. The level of energy is just right for entering in the exaltation of the epic and majestic <i>Two Step</i>, with the <i>Time Bomb intro</i>, the treat of this summer tour: they seem perfect for one another and it is another demonstration of how nothing is predictable for the Dave Matthews Band. They are able to play, have fun and improvise with their repertoire. Time bomb explodes in one of the best versions of Two Step, solid, powerful, with that machine called Carter Beauford dragging the other musicians and us listeners in a never ending vortex. At last the vortex does end. The encores begin with the moving and intense <i>Some Devil</i>, an impeccable and enchanting solo performance by Dave with his electric guitar captures us in its world of darkness and demons, from which we emerge with the radiant <i>Shake Me Like A Monkey</i>, with a brilliant work by the horn section, and the explosive and gripping <i>All Along the Watchtower</i>, here in one of its best versions. Applauses. Ladies and Gentlemen, this is the Dave Matthews Band, the greatest jam band in the world and this is their Live in New York City, the picture of their present state of grace.<br><br>Thanks  to The Red Light Management for the photo<br><br><i>Translated in english by Riccardo Ranzato</i>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.davematthewsband.it/news.asp?id=260]]></link>
<pubDate>Mer, 24 Novembre 2010 0:0:00 +0100</pubDate>
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</item>
<item><title><![CDATA[DMB In Cile. Musica di prim´ordine]]></title>
<description><![CDATA[Dave Matthe… ¿Qué?. Con eso podíamos darnos cuenta de lo poco conocida que es la DMB en este país. Muchos nos preguntábamos ¿Cuánta gente lleva DMB a Chile?, la pregunta me la hicieron mil veces y la respuesta nunca la supe, no la imaginaba y no me atrevía a imaginar. <br>Mi preocupación siempre fue alta, nunca supe que podía pasar con este show ya que algunas veces se cancelaron conciertos por baja venta de entradas. Al pasar los días se ponen a la venta y para mi sorpresa algunos tickets ya se vendían de una forma acelerada, lo que me tranquilizó un poco. <br><br>A medida que la gira pasaba por Rio, Sao Paulo y Buenos Aires, la ansiedad en Chile se hacía notar, la gente que preguntaba por Dave Matthews Band cada vez fue más y más. Las personas comenzaron a relacional el nombre de la banda, el concierto se puso de moda. <br>Espontáneamente surgió la posibilidad de hacer una junta <b>DMBla</b> con una banda cover Chilena, la cual se formó exclusivamente para ese día con el nombre de <i>´La Banda del Deiv´</i>. En esa reunión ya se respiraba un ambiente diferente, estar en Santiago con tantas personas que le gusta la DMB, era ya irreal, tan irreal como ver el Metro de Santiago plagado de afiches del concierto. <br><br>Después de muchos encuentros con amigos de muchos lugares y de ver a la propia banda en el hotel, llego el momento de la verdad, ver un concierto de la <b>Dave Matthews Band por primera vez en Chile</b>. <br><br><br><br>Cuando llego al Movistar Arena no pude entrar muy rápido ya que estaba acreditado y debía pasar por ese proceso. La ansiedad ya no podía más cuando me dicen, debes pasar. Llego a la entrada y cuando logro entrar mi sorpresa fue mayúscula, el estadio estaba con mucha gente, mucha más de la que yo esperaba., 9000 personas esperando la Dave Matthews Band. <br><br>Hay que mencionar que Chile tiene algoa destacar: Chile es el primer lugar de Latinoamérica en donde la banda debuta con un concierto exclusivo, los debut en Argentina y Brasil fueron en festivales. (Es de ahí lo arriesgado que fue <b>DG Medios</b> en traerlos a Chile). <br>En mi opinión, Chile se transforma en un concierto muy importante para Latinoamérica, porque siempre fue la duda y pasó la prueba. La importancia es que aquí se podía firmar una gira sudamericana, ya con 3 países la banda pensaría realmente en una gira, incluso para pensar en una futura gira latinoamericana junto con México. Con Chile reafirmamos que DMB en Sudamérica tiene público. <br><br>Después, ya en el estadio, se vino el reencuentro con gente, hablar nuevamente con amigos extranjeros, de otras ciudades de Chile y también gente de <b>DMBrasil</b> y <b>AntsMarching</b>, estábamos todos. Después de una espera muy agradable en donde se respiraba en todo lugar DMB, se apagan las luces. La emoción fue tremenda, el público gritaba de una forma de explosión, como que fueron muchos años de aguantar esos gritos, el encuentro se produce. <br><br><b>Dave Matthews Band y Chile</b>.<br><br>Dave comienza con unos acordes que me resultaron conocidos de entrada, no quise aceptar lo que pensaba que era, tal vez no me quise ilusionar pero me di cuenta que lo que escuchaba era verdad, empezaban los acordes de <b>Seek Up</b>. ¿Se podía pedir algo más? Así es, la banda entra tocando el tema que a la larga sería el más extenso del show. Esto fue una señal clara de cómo se venía el show. La gente no paraba de gritar, no se podía creer lo que estábamos viviendo, tantas veces que dije a Chile no vienen, me tuve que tragar mis palabras. Solo necesité la introducción de Seek Up para darme cuenta que en este país hay muchos seguidores, solo estaban escondidos y aparecieron para el gran encuentro. <br><br>Lo que siguió fue una seguidilla de sorpresas, vivencias y emociones, la verdad que una de las cosas más emocionantes que he vivido en torno a la música. <br><br>Empezar a decirles tema por tema y detallar lo que pasó me encantaría, pero la verdad no lo viví así, lo que vino fue una ráfaga de canciones increbles, una tan increíble como la otra. Después de Seek Up vino ´<b>Shake Me Like a Monkey</b>´, ´<b>Crash Into Me</b>´, ´<b>Seven</b>, <b>Don´t Drink the Water</b>´, ´<b>You Might Die Trying</b>´, eso fue como una bomba de racimo, uff, nos estaban masacrando de entrada. En ese momento me preguntaba, ¿qué se nos viene?, ¿Superará lo que nos han mostrado?. Bueno, después siguen con ´<b>Proudest Monkey</b>´, ´<b>Satellite</b>´, ´<b>Dancing Nancies</b>´y ´<a style="color:green; text-decoration:underline" target="_blank" href=<a style="color:green; text-decoration:underline" target="_blank" href=http://www.youtube.com/watch?v=xXWicZvUJco>Grey Street</a>´. Qué les puedo decir, la verdad yo no me podía creer mucho lo que estábamos viviendo. <br><br>La parte de cancha del Movistar Arena fue llenada con sillas, lo que hizo pensar que la gente se podía calmar, sentarse y relajar, eso no sucedió en ningún momento, el público no paraba de gritar y cantar. Mas que darme cuenta que la banda era escuchada en Chile, me di cuenta que había mucha gente apasionada por la banda, la misma sensación que nos dio en el show de Argentina 2008. <br><br>Cuando pasa todo eso se escucha el primer acorde de <b>#41</b> y el estadio estalla, como que la gente esperaba ese momento por décadas. Aunque una versión más corta de o normal, #41 logró producir algo especial, muchos atesoraron ese momento como único. Un tipo al lado mío dijo: ´Ahora puedo dormir tranquilo´. Sigue el show con ´<b>Why I Am</b>´ pero antes Dave le recuerda al público Chileno quien era LeRoi, se gana aplausos. <br><br>Ahora me detengo en un momento bien potente, me atrevería decir al más especial de la noche. El estadio a oscuras y alumbran a Stefan, comienza a tocar ´<b>Crush</b>´. Me ha tocado ver muchos conciertos, de muchas bandas pero ese bajo sonaba increíblemente bien, con mucha potencia el concierto estaba con un sonido increíble, realmente para destacar. <br><br>El concierto siguió con ´<b>Lying in the Hands of God</b>´, ´<b>Write a Song</b>´ y ´<b>Jimi Thing</b>´, este último se robó la pelicula, Boyd en este concierto vi realmente animado, mucho más de lo que lo vi últimamente, realmente se notaba con ánimo de tocar, con ganas de estar ahí. Creo que este concierto fue de Boyd y Jeff, se destacaron tremendamente. Dave y sus pasitos causando la admiración de todos, ´Jumi Thing´ fue uno de los puntos altos del show, sin dudas. El show tuvo un momento de calma con ´<b>You & Me</b>´ y después una sorpresa, ´<b>Water into Wine</b>´, realmente nos sorprendió con ese. <br><br>Los sonidos de ´<b>Ants Marching</b>´ se dejaron caer y enloquecieron a la gente, ya a esas alturas no se respetaban mucho los asientos de adelante, la gente se sentía amarrada a la silla, comenzaron a salir las ansiedades por estar adelante y saltar. Termina el show , se apagan las luces. Todos pidiendo la vuelta de la banda, todos gritando, nadie se movia si la banda no volvía. Después de unos minutos Dave vuelve, solo y una guitarra. Sin mayor espera se pone a tocar ´<b>Some Devil</b>´, el público escuchaba con atención, se escuchaban unos gritos a lo lejos. <br><br>Lo que siguió para terminar fue una bomba que explotó en 2 pasos, ´<b>Time Bomb</b>´ » y ´<b>Two Step</b>´, uff que fin para una gran, gran noche. Después de 3:15 la gente no se podía ir más llena de música y vivencias. ´El mejor concierto de mi vida´, decir eso era moneda corriente. Muchos fueron invitados por alguien y no conocían la banda, se sorprendieron de sobremanera, se ganaron muchos seguidores ese día, sin dudas. <br><br>Al día siguiente las críticas del show fueron extremadamente buenas, con un respeto impresionante hacia la banda, los periodistas de música se deshicieron en palabras por la Dave Matthews Band. En una semana donde tocó Incubus, Pixieas, Rage Against The Machine, Rush y otros, la DMB supo llevar 9 mil personas, todo un logro. <br><br>Señores, en Chile Dave Matthews Band vino a dar una clase magistral de cómo se hace un concierto en vivo, de cómo se hace música de la buena, la real, la de la improvisación, la del ritmo, la de sangre y alma. Muchos fueron a ver la banda sin conocera y se fueron graduados en música, la Dave Matthews Band dio una clase magistral. <br><br>Sembraron una semilla con la mejor sepa, de seguro la cosecha la veremos el 2012 con una gran vendimia. Vengan todos porque será cosecha de música fina selección.<br><br><br><br>Dave Matthe...Chi? Potevamo cosi renderci conto di quanto poco conosciuta fosse la DMB in questo paese. Molti ci domandavano ´Quanti spettatori porta la DMB in Cile? La domanda me l´hanno fatta mille volte e non ho mai saputo dare una risposta, non la immaginavo e non riuscivo ad immaginarla.<br>La mia preoccupazione è sempre stata grande, non ho mai pensato che avrei assistito a questo show perchè alcune volte sono stati cancellati concerti per via della scarsa vendita di biglietti. Passano i giorni, inizia la vendita e, con mia grande sorpresa, i biglietti si vendevano rapidamente, il chè mi ha tranquillizzato un po´.<br><br>Man mano che il tour passava per Rio, Sao Paulo e Buenos Aires, l´ansia in Cile si faceva notare, la gente che chiedeva della Dave Matthews Band aumentava sempre più. Le persone cominciavano a familiarizzare col nome della band, il concerto stava diventando di moda.<br><br>Spontaneamente è nata la possibilità di organizzare un incontro <b>DMBLa</b> con una cover band cilena, che si è formata esclusivamente per quel giorno, col nome <b>"La Banda del Deiv´</b>. In questo raduno già si respirava un´atmosfera diversa, stare a Santiago con tante persone che amano la DMB, era già irreale, come vedere la metropolitana di Santiago tappezzata dai manifesti del concerto.<br>Dopo molti incontri con amici di vari luoghi e dopo aver visto la band nell´hotel era arrivato il momento della verità: assistere ad un concerto della <b>Dave Matthews Band per la prima volta in Cile</b>.<br><br>Arrivato alla Movistar Arena non ho potuto entrare subito perchè ero accreditato de ho dovuto passare attraverso questo processo. L´ansia mi stava divorando quando finalmente mi hanno detto che potevo passare. Arrivo all´ingresso e quando riesco finalmente ad entrare la mia sopresa è stata enorme, nello stadio c´era molta gente, molto più di quanto mi aspettassi, 9000 persone in attesa della Dave Matthews Band.<br><br>Bisogna dire che il Cile ha qualcosa che lo distingue: Cile è il primo luogo in America Latina dove la band debutta con un concerto esclusivo, i debutti in Argentina e Brasile sono stati nell´ambito di festival. (Qui c´è stato il rischio di <b>DG Medios</b> nel portarli in Cile).<br>A mio parere, Cile diventa un concerto molto importante per l´America Latina, perché è sempre stata l´incognita e ha superato la prova. L´importanza è che qui si poteva organizzare un tour sudamericano, con 3 paesi la band avrebbe già potuto concretamente pensare in un tour sudamericano, Messico incluso.<br><br><b>Dave Matthews Band e il Cile</b><br><br>Dave inizia con alcuni accordi che mi erano familiari, non volevo accettare ciò che pensavo che fosse, forse non ho voluto illudermi ma mi sono reso conto che ciò che stavo ascoltando era vero, iniziavano gli accordi di <b>Seek Up</b>. Si poteva chiedere di più? Proprio cosi, la band stava suonando il pezzo che  sarebbe stato uno dei più lunghi dello show. E´ stato il chiaro segno di cosa stava per arrivare. La gente non smetteva di gridare, non potevamo credere a ciò che stavamo vivendo, tutte le volte che avevo detto non vengono in Cile, ho dovuto ingoiare le mie parole. E´ bastata solo l´introduzione con Seek Up per rendermi conto che in questo paese ci sono molti fan, erano solamente nascosti e sono apparsi per il grande appuntamento.<br><br>Ciò che ha fatto seguito è stato un susseguirsi di sorprese, vicissitudini, emozioni, una delle cose più emozionanti che ho vissuto in campo musicale.<br><br>Mi piacerebbe raccontarvi nel dettaglio canzone per canzone e ciò che è accaduto, ma per la verità non l´ho vissuto cosi, ciò che è accaduto è stata una raffica di canzoni incredibili, una più incredibile dell´altra. Dopo Seek Up è arrivata <b>Shake Me Like A Monkey</b>, <b>Crash Into Me</b>, <b>Seven</b>, <b>Don´t Drink The Water</b>, <b>You Might Die Trying</b>, è stato come una bomba, uff, ci stavano massacrando. In quel momento mi chiedevo Cosa arriva? Supererà ciò che ci hanno mostrato? Bene, sono arrivate <b>Proudest Monkey</b>, <b>Satellite</b>, <b>Dancing Nancies</b> e <a style="color:green; text-decoration:underline" target="_blank" href=<a style="color:green; text-decoration:underline" target="_blank" href=http://www.youtube.com/watch?v=xXWicZvUJco>Grey Street</a> . Cosa posso dirvi, la verità è che non potevo credere a ciò che stavamo vivendo.<br><br>Il parterre della Movistar Arena era stato riempito di sedie, pensando forse che la gente si potesse calmare, sedersi e rilassarsi, questo non è successo in nessun momento, il pubblico non smetteva di gridare e cantare. Oltre che rendermi conto che la band era ascoltata in Cile, mi sono reso conto che c´era molta gente appassionata, la stessa sensazione che ci aveva dato lo show in Argentina nel 2008.<br><br>Quando passa tutto questo si sente il primo accordo di <b>#41</b> e lo stadio esplode, come se la gente aspettasse questo momento da decenni. Anche se in una versione più corta del solito, #41 è riuscita a produrre qualcosa di speciale, molti hanno fatto tesoro di questo momento come unico. Un tipo accanto a me mi ha detto ´Ora posso dormire tranquillo´. Lo show prosegue con <b>Why I Am</b>, ma prima Dave ricorda al pubblico cileno chi era LeRoi, appalusi.<br><br>Ora mi soffermo su un momento potente, oserei dire il più speciale della serata. Lo stadio al buio e illuminano Stefan, inizia <b>Crush</b>. Ho visto molti concerti, di molte band ma quel basso suonava incredibilmente bene, con molta potenza, il concerto aveva un´acustica incredibile.<br><br>Lo show prosegue con <b>Lying In The Hands Of God,</b> <b>Write A Song</b> e <b>Jimi Thing</b>, quest´ultimo ha rubato la scena, ho visto Boyd veramente in forma in questo concerto, molto più di quanto lo abbia visto ultimamente, si vedeva realmente con la voglia di suonare, la voglia di stare li. Credo che questo concerto sia stato di Boyd e Jeff, sono stati tremendamente in evidenza. Dave e i suoi passetti provocando l´ammirazione di tutti, Jimi Thing è stato uno dei punti più alti dello show, senza dubbio. Il concerto ha avuto un momento di calma con <b>You And Me</b> e poi una sorpresa, <b>Water Into Wine</b>, ci ha veramente sorpreso.<br><br>Gli accordi di <b>Ants Marching</b> hanno fatto impazzire il pubblico, a questo punto non si rispettavano molto le sedute davanti, la gente si sentiva legata alla sedia, aumentava l´ansia di stare davanti e saltare. Finisce lo show, si spengono le luci. Tutti chiedono il ritorno della band, tutti gridano, nessuno si muove finchè non torna la band. Dopo alcuni minuti torna Dave, da solo e con la chitarra. Inizia subito a suonare <b>Some Devil</b>, il pubblico ascolta con attenzione, alcune grida sono lontane.<br><br>Ciò che ha fatto seguito è stata una bomba esplosa in due passi, <b>Time Bomb</b> e <b>Two Step</b>, uff che finale per una grande, grande notte. Dopo 3 ore e 15 minuti, la gente non poteva andare via più piena di musica e di emozioni. ´Il miglior concerto della mia vita´ era il commento più frequente. Molti erano stati invitati da qualcuno e non conoscevano la band, sono rimasti sorpresi oltre ogni aspettativa, hanno guadagnato molti fan quel giorno, senza dubbio.<br><br><br>Il giorno seguente le recensioni dello show sono state estremamente favorevoli, con un rispetto impressionante verso la band, i giornalisti musicali si sono sprecati in parole per la Dave Matthews Band. In una settimana in cui hanno suonato Incubus, Pixies, Rage Against The Machine, Rush de altri, la DMB ha saputo portare 9000 persone, un successo.<br><br>Signori, la Dave Matthews Band è venuta in Cile a dare una lezione magistrale di come si fa un concerto dal vivo, di come si fa buona musica, quella vera, quella dell´improvvisazione, del ritmo, del sangue e dell´anima. Molti sono venuti a vedere la band senza conoscerla e sono andati via laureati in musica, la Dave Matthews Band ha dato una lezione magistrale.<br>Hanno piantato un seme con grande sapienza, sicuramente il raccolto lo vedremo nel 2012 con una grande vendemmia. Venite tutti perchè sarà un raccolto di musica di prim´ordine.<br><br><i>Traduzione di Corsina Andriano</i><br><br>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.davematthewsband.it/news.asp?id=252]]></link>
<pubDate>Sab, 23 Ottobre 2010 0:0:00 +0100</pubDate>
<guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.davematthewsband.it/news.asp?id=252]]></guid>
</item>
<item><title><![CDATA[Is This Real Or I Am Dreaming? DMB Buenos Aires 14 Ottobre 2010]]></title>
<description><![CDATA[<i>L´emozionante esperienza di Nat Alonso a Buenos Aires. Traduzione dallo spagnolo di Corsina Andriano. Traduzione in inglese di Riccardo Ranzato. <a style="color:green; text-decoration:underline" target="_blank" href=http://www.flickr.com/photos/dreamgirl_nat/sets/72157625113720933/>Foto di Nat Alonso</a></i><br><br><br>¿Como explicar lo inexplicable? Esa es la pregunta que está dando vueltas en mi cabeza desde que quise escribir sobre lo que viví en estos últimos días. Supongo que como en cualquier historia lo mejor es empezar por el principio. Deséenme suerte.<br><br>Aún recuerdo como si fuera ayer el día en el que escuché por la radio la confirmación del concierto de DMB en el 2008. Puedo jurar que mi corazón se detuvo por un instante y no podía creer mi suerte. Al fin! Mi sueño musical estaba a la vuelta de la esquina. Hoy, dos años más tarde mi sueño se volvió a cumplir y superó, una vez más, ampliamente las expectativas.<br><br>Lo que viví la noche del 14 de Octubre fue increíble. Estar en la primera fila, pegada a la valla y con algunos de mis  amigos cercanos a mi lado fue maravilloso. Una querida amiga una vez me dijo desde un país lejano: ´si podés ir a la primera fila del show, hacelo. No te vas a arrepentir´. Por supuesto no se equivocó. La energía que emana la banda es arrasadora. La música sale directo del escenario para meterse debajo de tu piel y quedarse ahí, electrificando cada centímetro de tu cuerpo. Y ya no hay vuelta atrás. Querés quedarte suspendido en ese estado eternamente.<br>Es impresionante ver como se complementan, se hablan constantemente con miradas cómplices. Se sorprenden con cada nota que toca el otro como si se hubieran conocido cinco minutos antes de subir al escenario. Como no sorprenderse con cada uno de ellos, y con todos juntos. Son una máquina perfecta de hacer música. <br><br>A las 21.30 pm  en punto empezó la locura. Una versión arrasadora de <b>Squirm</b> abrió el concierto con la promesa de Dave de: ´empezar despacio y de a poco ir volándonos la cabeza´ Y así fue. Siguieron los clásicos con <b>Big Eyed Fish</b> y una impecable <b>Bartender</b> que conmovía hasta los huesos con los alaridos de Dave. Después llegaron <b>Proudest Monkey</b> y <b>Satellite</b> para bajar un poco la adrenalina, cerrar los ojos y dejarse llevar. <br>Volviendo a su último disco, siguió <b>Seven</b> con un Dave encendido, bailarín, inquieto; seguido por una sección de vientos que brilló con cada nota. Rashawn y su voz imponente acompañando en los coros y un Tim demoledor en el comienzo del tema. <br>Luego se apagaron las luces del estadio pero solo quedó una prendida: sobre Stefan. En ese momento supe lo que venía… <a style="color:green; text-decoration:underline" target="_blank" href=http://www.youtube.com/watch?v=axYyb9dXs9M>Crush</a>. Una intro que es la puerta perfecta para una canción que al menos a mi, me conmueve hasta las lágrimas. Aunque algunos no quieran admitirlo, estoy segura que todo el público fenemino en ese momento seguramente desea ser el objeto de semejante inspiración y muchos de los hombres quisieran haber escrito tremenda canción. Un momento único, íntimo… en el que la única manera de salir de ese trance es  escuchar la primera nota de un solo en el que Boyd demuestra que su presencia en escenario es arrolladora. <br>Siguieron <b>Stay or Leave</b> y <b>Gravedigger</b> que, con una intro de Carter, empezó casi tímida y promediando el final estalló en potencia de la mano de Dave y su voz que estuvo impecable durante todo el concierto.<br>Después de unos minutos llegaría uno de los picos de la noche con el super clásico <a style="color:green; text-decoration:underline" target="_blank" href=http://www.youtube.com/watch?v=FVokNzPRP5E>#41</a>: el público se entregó, rendido a los pies de una canción que seguro marcó a muchos de los que estábamos ahí como un antes y después en nuestra vida como oyentes de música. Solo de Boyd, luego sería el turno de Jeff y Rashawn para finalizar con la intervención sutil pero no por eso menos sorprendente de Tim que llevó, sobre el final del tema, a la siempre prodigiosa participación de Carter.<br> <br>Esto fue la calma que precede a la tormenta. Con solo los primeros acordes el estadio rompió en un solo grito al instante en que comenzaba <b>Don´t drink the water</b>, que en mi opinión personal encontró su lugar y potencia después de que se traslado del disco a los conciertos en vivo. Un tema para saltar y gritar desde el corazón cada una de las palabras de su letra, tal y como hizo Matthews. Definitivamente los niveles de energía llegaron a uno de los picos más altos de la noche con un público enardecido. Diría Dave: ´…la energía que transmiten ustedes es como un paseo sobre un caballo enloquecido…´. La aplanadora musical siguió con otro tema para mantener la energía bien en alto: <b>Why I am.</b><br>Otro clásico para bajar un poco los decibeles y que, al menos a mi, me sorprendió gratamente que estuviera incluido en la lista: <b>Jimi Thing</b>, siempre sólida en cualquiera de sus versiones. A continuación siguió <b>Everyday</b>, tal vez una de las canciones que más me alegra escuchar cuando más triste estoy. Que emoción poder cantar (o gritar mejor dicho): <i>´Honey, honey…come and dance with me!´</i>. Impresionante ser parte de ese momento en que todos juntos en el estadio coreábamos esas palabras…hermosa  canción, quería escucharla en vivo y se me cumplió. No me cansaré nunca de escuchar la línea de vientos de éste tema, que mientras escribo éstas líneas resuenan una vez más en mi cabeza. <br>Para seguir en sintonía llegaba <a style="color:green; text-decoration:underline" target="_blank" href=http://www.youtube.com/watch?v=EiakR7GrgqE>You And Me</a>, una de las canciones más sorprendentes de <i>Big Whiskey</i>…empieza así, guitarra y voz, tímida y pequeña…hasta que llega ese impresionante arreglo de orquesta que al menos a mi me hubiera encantado ver en vivo con ellos (ya sería demasiado, no?) De todas maneras, la versión de la banda no se queda atrás y cierra por todos lados. Se despide como llega, casi pidiendo permiso…tímida pero precisa, pequeña y enorme a la vez de la mano de la voz y la guitarra de Dave Matthews. <br>Otro tema de la misma placa, esta vez para volarnos la cabeza: <a style="color:green; text-decoration:underline" target="_blank" href=http://www.youtube.com/watch?v=8ebiZokKFnA>Time Bomb</a>. Una vez más el público espero el momento exacto en que el tema explota para corear y saltar al ritmo de la música. Un momento impresionante de parte del público. ´Nos han dado a todos una noche para recordar´ diría más tarde Dave Matthews, gracias a la entrega del público. No queda otra cosa más que hacer ante semejante banda. <br>Vendría a continuación uno de los momentos que seguramente más disfrutó el público: <a style="color:green; text-decoration:underline" target="_blank" href=http://www.youtube.com/watch?v=nqMfJvhE9EQ>Two Step</a>. Con una intro de la mano de Dave que retomó la última esfrofa de <i>Time Bomb</i> estallaba el público sabiendo que iba a poder repetir el acompañamiento que tanto maravilló a la banda en el 2008. La capacidad del público argentino de acompañar con sus voces los momentos musicales del concierto es algo que creo la banda no ha tenido oportunidad de vivir en otro lado. Incluso una vez terminado el tema el coro continuaba… Matthews diría: ´es un buen arreglo, nosotros hacemos una canción y después ustedes hacen una canción…´<br>Después vino el primer final, Carter como siempre regalando sus baquetas y el público sabiendo que todavía faltaba más. Hasta este momento Dave había cortado en 5 oportunidades las cuerdas de su guitarra…y hacía tanto calor, que enchufaron un ventilador justo enfrente suyo. Una noche que se puede calificar, por lo menos de terriblemente intensa.<br> <br>Primer bis: <b>Some Devil</b>. Impecable interpretación por parte de Dave, parado solo al frente del escenario, con su guitarra y su voz. Desgarradora, conmovedora, creíble hasta el alma en cada una de sus palabras y acordes.<br> <br>Segundo bis: <b>Ants Marching</b>. Explosión total del público…sabíamos que probablemente era el final y por eso había que aprovechar al máximo. Un clásico que se sumaba a la lista, y que a pesar de que ya lo habíamos escuchado en el 2008 muchos querían volver a escuchar. Casi un himno para los fans, que creo se sienten identificados con la marcha de las hormigas...esa peregrinación que todos realizamos ansiosamente antes del show. Esos momentos previos que nos llevarán a momentos como éstos. La conmoción musical.<br> <br>En mi caso personal no puedo creer todo lo que viví. El día anterior al concierto tuve la suerte de poder conocer a parte de la banda fuera del hotel. Rashawn, Stefan, Jeff y Tim me dejaron impactada con su sencillez y su dedicación a sus fans. Se tomaron el tiempo de hablar con cada uno de los que estábamos ahí, firmarnos los discos, interesarse por nosotros, preguntarnos nuestros nombres. Estuve hablando casi una hora afuera del hotel con Rashawn sobre música, familia, amigos…y por eso le estaré siempre agradecida. Que más decir, grandes afuera del escenario y grandes arriba de el. <br>El día del concierto mi suerte siguió. Cuando pensé que ya no iba a poder encontrar al resto de la banda mis ojos no podían creerlo. Dave y Carter se bajaban de una camioneta justo delante mío afuera del estadio. Fue tal la emoción y sorpresa que solo pude pedirle un abrazo con Dave y decirle que era un placer enorme conocerlo. Tantas cosas me hubiera gustado decirle, tantas cosas que uno siempre planea en su cabeza pero que cuando llega el momento no podemos reaccionar. Espero que sepa cuanto significó para mi ese momento y su concierto en Argentina…espero de corazón tener la oportunidad para decírselo personalmente. Y esta vez no quedarme muda de la emoción. Solo me faltó conocer a Boyd, espero tener mejor suerte la próxima vez. <br>Había terminado el concierto, pero las sorpresas para mi no. Mientras la banda seguía saludando a la gente noto que Rashawn estaba escribiendo algo en un papel y, como mi ubicación era en la primera fila justo en frente de él y Jeff, podía apreciar a la perfección cada uno de sus movimientos y gestos. Alejé mi atención de la escena, pero en cuanto volví la mirada pude ver que Rashawn se acercaba hacia el público…en realidad se acercaba hacia mi. Y esquivando el resto de las manos del público que se estiraban hacia él me entregó en la mano el setlist de la noche, firmada por él. Fue en ese mismo momento que me di cuenta lo que estaba pasando y no pude contener más la emoción. Gracias Rashawn, voy a guardar ese momento en mis recuerdos con muchísima felicidad.  <br>Gracias Dave Matthews Band por cumplir el sueño de una soñadora…espero algún día sepan cuanto significó para mi. <br>Nos vemos en el 2012.<br><br><br><br><br><br>Come spiegare l´inesplicabile? Questa è la domanda che continua a girare nella mia testa da quando ho voluto scrivere ciò che ho vissuto in questi ultimi giorni. Suppongo che, come in qualunque storia, sia meglio cominciare dal principio. Auguratemi buona fortuna.<br><br>Ricordo ancora come se fosse ieri il giorno in cui ho ascoltato alla radio la conferma del concerto della DMB nel 2008. Posso giurare che il mio cuore si è fermato per un istante e non potevo credere alla mia fortuna. Finalmente! Il mio sogno musicale era dietro l´angolo. Oggi, dopo due anni, il mio sogno si è nuovamente realizzato ed ha ampiamente superato, ancora una volta, le mie aspettative.<br><br>Ciò che ho vissuto la notte del 14 Ottobre è stato incredibile. Stare nella prima fila, attaccata alla transenna ed insieme ad alcuni dei miei più cari amici è stato meraviglioso. Una volta una cara amica, da un paese lontano, mi ha detto: "Cerca di stare in prima fila al concerto. Non te ne pentirai". Ovviamente non si è sbagliata. L´energia che emana la band è travolgente. La musica decolla direttamente dallo stage per penetrare sotto la tua pelle e fermarsi li, elettrificando ogni centimetro del tuo corpo. E non puoi più tornare indietro. Desideri soltanto rimanere sospeso in questo stato eternamente.<br><br>E´ impressionante osservare come si integrano, si parlano costantemente con sguardi complici. Si stupiscono ad ogni nota suonata dall´altro come se si fossero conosciuti cinque minuti prima di salire sul palco. Sono una macchina perfetta per fare musica.<br><br>Alle 21.30 in punto è iniziata la follia. Una versione destruente di <b>Squirm</b> ha aperto il concerto con la promessa da parte di Dave di "iniziare piano e poco a poco andare fuori di testa". E cosi è stato. Hanno fatto seguito i classici come  <b>Big Eyed Fish</b> e un´impeccabile <b>Bartender</b> che, con le urla di Dave,  ha fatto commuovere anche le ossa. Dopo sono arrivate <b>Proudest Monkey</b> e <b>Satellite</b> per abbassare un po´ l´adrenalina, chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare via.<br><br>Tornando al suo ultimo disco, ecco <b>Seven</b> con un Dave infuocato, ballerino, irrequieto; sostenuta da una sezione di fiati brillante in ciascuna nota,  Rashawn e la sua voce imponente nei cori e un Tim demolitore all´inizio del pezzo.<br><br>A quel punto si sono spente le luci dello stadio, tranne quella su Stefan. In quel momento ho saputo cosa stava per arrivare… <a style="color:green; text-decoration:underline" target="_blank" href=http://www.youtube.com/watch?v=axYyb9dXs9M>Crush</a>. Un intro che è la porta perfetta per una canzone che, almeno a me, commuove fino alle lacrime. Benchè alcuni non vogliano ammetterlo, sono sicura che tutto il pubblico femminile in quel momento sicuramente ha desiderato essere l´oggetto di una simile ispirazione e molti uomini vorrebbero aver scritto questa strepitosa canzone. Un momento unico, intimo..nel quale l´unico modo per emergere da questa sorta di trance è ascoltare la prima nota dell´assolo nel quale Boyd dimostra che la sua presenza sul palco è travolgente.<br><br>Hanno fatto seguito <b>Stay or Leave</b> e <b>Gravedigger</b> che, con un intro di Carter, è iniziata quasi timidamente e, arrivando al finale, è decollata grazie alla potenza di Dave e della sua voce che è stata impeccabile durante tutto il concerto.<br><br>Dopo qualche minuto sarebbe arrivato uno dei picchi più alti della serata con la super classica <a style="color:green; text-decoration:underline" target="_blank" href=http://www.youtube.com/watch?v=FVokNzPRP5E>#41</a>: il pubblico si è consegnato, arreso ai piedi di una canzone che sicuramente ha fissato, per molti di noi che erano li, un prima e un dopo come ascoltatori di musica. Assolo di Boyd, poi il turno di Jeff e Rashawn, per finire con l´intervento sottile ma non per questo meno sorprendente di Tim che cede la mano, alla fine del pezzo, alla sempre prodigiosa partecipazione di Carter.<br><br>Questa è stata la calma che precede la tempesta. Ai primi accordi lo stadio è esploso in un solo grido nell´istante in cui iniziava <b>Don´t Drink The Water</b>, che nella mia opinione personale, ha trovato il suo spazio e la sua potenza nella sua evoluzione dal disco ai concerti dal vivo. Un pezzo per saltare e urlare col cuore ciascuna delle parole del testo, esattamente come ha fatto Dave Matthews. Decisamente il livello di energia è arrivato ad uno dei picchi più alti della serata con un pubblico infiammato. Dave ha commentato: "…L´energia che trasmettete è come un giro su un cavallo impazzito…"  La schiacciasassi musicale ha continuato con un altro pezzo per mantenere ben alta l´energia: <b>Why I Am</b>. <br>Un altro classico per abbassare un po´ i decibel e che, almeno a me, ha sorpreso favorevolmente il fatto che fosse inclusa nella setlist: <b>Jimi Thing</b>, sempre solida in qualsiasi versione. A seguire <b>Everyday</b>, forse una delle canzoni che più mi mette allegria ascoltare quando sono triste. Che emozione poter cantare (o meglio gridare): <i>"Honey, honey…come and dance with me!"</i>. Impressionante essere parte di quel momento in cui tutti insieme nello stadio abbiamo cantato in coro quelle parole…canzone stupenda, volevo ascoltarla dal vivo e il desiderio si è avverato. Non mi stancherò mai di ascoltare la sezione dei fiati in questo tema, che mentre scrivo quei fiati mi risuonano ancora una volta in testa.<br><br>Per continuare in sintonia è arrivata <a style="color:green; text-decoration:underline" target="_blank" href=http://www.youtube.com/watch?v=EiakR7GrgqE>You And Me</a> , una delle canzoni più sorprendenti di <i>Big Whiskey</i>… inizia cosi, chitarra e voce, timida e minimale…fino a che arriva quell´impressionante arrangiamento dell´orchestra che, almeno a me, sarebbe piaciuto ascoltare dal vivo con loro (sarebbe troppo vero?) Ad ogni modo, la versione della band non è da meno. Si congeda allo stesso modo in cui arriva, quasi chiedendo permesso…timida ma precisa, piccola ed enorme al tempo stesso grazie alla voce ed alla chitarra di Dave Matthews.<br><br>Altro pezzo dello stesso spessore, stavolta per farci andare fuori di testa: <a style="color:green; text-decoration:underline" target="_blank" href=http://www.youtube.com/watch?v=8ebiZokKFnA>Time Bomb</a>. Ancora una volta il pubblico ha aspettato l´esatto momento in cui il tema esplode per cantare in coro e saltare al ritmo della musica. Un momento impressionante da parte del pubblico. "Ci avete regalato una notte indimenticabile" dirà più tardi Dave Matthews, grazie all´energia del pubblico. Non resta altro da fare davanti a una simile band.<br><br>A quel punto uno dei momenti che il pubblico si è certamente goduto di più: <a style="color:green; text-decoration:underline" target="_blank" href=http://www.youtube.com/watch?v=nqMfJvhE9EQ>Two Step</a> . Con un intro in cui Dave riprende l´ultima strofa di <i>Time Bomb</i>,  il pubblico è esploso sapendo che avrebbe potuto ripetere l´accompagnamento che tanto meravigliò la band nel 2008. La capacità del pubblico argentino di accompagnare con la sua voce i momenti musicali del concerto è qualcosa che credo la band non ha avuto occasione di vivere in nessun altro posto. Anche alla fine della canzone il coro continuava….Matthews commenterà: "è un buon arrangiamento, noi facciamo una canzone e poi voi fate una canzone…"<br><br>Dopo è arrivato il primo finale, con Carter come sempre regalando le sue bacchette e il pubblico sapendo che ancora non era finita. Fino a quel momento Dave aveva rotto 5 volte le corde della sua chitarra…e faceva tanto caldo che hanno acceso un ventilatore proprio davanti a lui. Una notte che può essere classificata almeno come terribilmente intensa.<br><br>Primo encore: <b>Some Devil</b>. Impeccabile interpretazione da parte di Dave, in piedi da solo sul palco, con la sua chitarra e la sua voce. Travolgente, commovente, convincente fino all´anima in ciascuna delle sue parole e accordi.<br><br>Secondo encore: <b>Ants Marching</b>. Esplosione totale del pubblico…sapevamo che probabilmente sarebbe stato il finale e per questo dovevamo approfittare al massimo. Un classico che si aggiungeva alla lista e che, nonostante l´avessimo già ascoltato nel 2008, molti volevano ascoltare di nuovo. Quasi un inno per i fan, che credo si identifichino nella marcia delle formiche…quel pellegrinaggio che tutti facciamo ansiosamente prima dello show. Tutto quello che precede momenti come questo. La commozione musicale. <br><br>Nel mio caso non posso credere a tutto ciò che ho vissuto. Il giorno precedente al concerto ho avuto la fortuna di conoscere parte della band all´hotel. Rashawn, Stefan, Jeff e Tim mi hanno sorpresa con la loro semplicità e la loro dedizione ai fan. Hanno parlato con ciascuno di noi che eravamo li, hanno firmato i dischi, si sono interessati a noi, hanno chiesto i nostri nomi. Ho parlato per quasi un´ora con Rashawn di musica, famiglia, amici…e per questo gli sarò eternamente grata. Che dire di più, grandi fuori dal palco e grandi sul palco.<br><br>Il giorno del concerto la mia fortuna ha continuato ad accompagnarmi. Quando ormai pensavo che non avrei incontrato il resto della band i miei occhi non potevano credere a quello che stavano vedendo. Dave e Carter stavano scendendo da un´auto proprio davanti a me fuori dallo stadio. E´ stata tale l´emozione e la sorpresa che ho solo potuto chiedere un abbraccio a Dave e dirgli che era un piacere enorme conoscerlo. Mi sarebbe piaciuto dirgli tante cose, tante cose che uno sempre pensa ma quando arriva il momento si rimane paralizzati. Spero che sappia quanto ha significato per me quel momento ed il suo concerto in Argentina…spero di cuore di avere l´opportunità per dirglielo personalmente. E questa volta senza rimanere muta per l´emozione. Solo Boyd non ho conosciuto, spero di essere più fortunata la prossima volta.<br><br>Il concerto era terminato ma non le sorprese per me. Mentre la band continuava a salutare, la gente si è accorta che Rashawn stava scrivendo qualcosa su un foglio e, siccome la mia postazione era in prima fila proprio di fronte a lui e Jeff, ho potuto osservare perfettamente ogni suo movimento. Ho allontanato poi lo sguardo dalla scena, ma quando ma quando lo sguardo è tornato li ho visto Rashawn che si avvicinava al pubblico…per la verità si avvicinava a me. E schivando il resto delle mani protese verso di lui mi ha consegnato in mano la setlist della serata, autografata da lui. E´ stato in quel momento che mi sono accorta di ciò che stava accadendo e non ho potuto contenere l´emozione. Grazie Rashawn, conserverò quel momento nei miei ricordi con grandissima felicità.<br><br>Grazie alla Dave Matthews Band per aver realizzato il sogno di una sognatrice…spero che un giorno sappiano quanto ha significato per me.<br><br>Ci vediamo nel 2012<br><br><br><br><br>How to explain the unexplainable? This is the question that I keep asking myself since I decided to write what I have experienced in the last few days. I suppose that, as in any story, it is better to start from the beginning. Wish me good luck.<br><br>I still clearly remember the day in 2008 in which I found out from the radio that the DMB concert was confirmed. I swear my heart stopped beating for a moment, I couldn´t believe my luck. Finally! My musical dream was about to come true. Today, two years after that moment, my dream has again come true and has, once again, overcome my expectations.<br><br>What I experienced the night of October, 14th was incredible. Being in the front row, next to the barrier, and together with some of my dearest friends was amazing. Once a friend of mine, from a far off country, told me ´Try to be in front row at the concert. You won´t be disappointed´. Of course she wasn´t mistaken. The energy emanating from the band is overwhelming. The music takes off directly from the stage to penetrate under your skin and lodge there, electrifying every inch of your body. And you can´t go back. You just wish you could remain suspended forever in this state.<br><br>It is incredible to see how they interact, they communicate with each other constantly through looks of complicity. They marvel at every note played by the others as if they had met five minutes before entering the stage. They look like the perfect machine to make music.<br><br>At 9.30 p.m. the madness began. A moving version of <b>Squirm</b> opened the set, with Dave´s promise to ´begin slowly and then go crazy´. And that is exactly what happened. Squirm was followed by such classics as <b>Big Eyed Fish</b> and an impeccable <b>Bartender</b> that, thanks to Dave´s screaming, moved everyone to the bones. Then they played <b>Proudest Monkey</b> and <b>Satellite</b>, which lowered the adrenaline level, made everyone close their eyes and float away.<br><br>Back to their last record, Seven showed a wild, restlessly dancing Dave and a horn section brilliant in every note they played, Rashawn and his imposing voice as backing vocals and a massive contribution from Tim at the beginning of the song.<br><br>At that point all the lights in the arena were switched off but the one on Stefan. In that moment I realized what was about to arrive... <a style="color:green; text-decoration:underline" target="_blank" href=http://www.youtube.com/watch?v=axYyb9dXs9M>Crush</a>. An intro that is the perfect door to a song that moves me to tears. Though someone might not want to admit it, I´m sure that in that moment all the women in the audience wished to be the object of such an inspiration and many of the men wished they had written that amazing song themselves. A unique, intimate moment... the only way to come out of the trance was to listen to the first note of Boyd´s solo, during which he showed his overwhelming presence on stage.<br><br>Crush was followd by <b>Stay or Leave</b> and <b>Gravedigger</b> that began almost timidly with Carter´s intro and, at the end, took off thanks to the power of Dave´s voice, that was impeccable throughout the whole concert.<br><br>After some minutes the turn came for one of the highlights of the night, the classic <a style="color:green; text-decoration:underline" target="_blank" href=http://www.youtube.com/watch?v=FVokNzPRP5E>#41</a>: the audience surrendered to a song that surely set, for most of us who were there, a before and an after a music listeners. Boyd´s solo, then Jeff and Rashawn´s turn, and in the end the subtle but no less surprising phrasing of Tim, who then leaved the spotlight for the always prodigious participation of Carter.<br><br>This was the calm preceding the storm. At the first chords of <b>Don´t Drink the Water</b> – that I believe has found its power in its evolution from record to live concerts – the  arena exploded in a single shout. A song made to jump and shout every single one of the words of the lyrics, just like Dave Matthews did. The energy level reached one of the highs of the night, with a an incredibly warm audience. Dave said: ´... The energy you convey is like riding a crazy horse ...´ The musical caterpillar continued with another song that kept the energy high: <b>Why I Am</b>.<br><br>Another classic song to lower the decibels, whose inclusion in the set list positively surprised me: <b>Jimi Thing</b>, always solid, in any version. Following was Everyday, one of the songs that succeeds better in putting me in a good mood when I´m sad. What an excitement to be able to sing (or better, shout): <i>´Honey, honey. Come and dance with me!´</i>. It was impressive to be part of that moment, in which all together in the arena we sang those words. Wonderful song, I wanted to listen to it live and the wish has come true. I will never grow tired of listening to the horn section of this tune. As I write those horns play again in my head.<br><br>To continue accordingly, <a style="color:green; text-decoration:underline" target="_blank" href=http://www.youtube.com/watch?v=EiakR7GrgqE>You And Me</a> was played, one of the most surprising songs in <i>Big Whiskey</i>. It begins like this, guitar and voice, shy and essential, until the impressive orchestra arrangement comes in, an arrangement I would have liked to listen to live, with the band (it would be too much to ask, wouldn´t it?). Anyway, the band version is on the same level. The songs faded away in the same way as it began, almost asking leave, shy but precise, small and huge at the same time, thanks to Dave Matthews´ voice and guitar.<br><br>Another song of similar quality, but this time to make us go crazy: <a style="color:green; text-decoration:underline" target="_blank" href=http://www.youtube.com/watch?v=8ebiZokKFnA>Time Bomb</a>. Once again the audience waited for the exact moment in which the theme exploded to sing along and jump at the rhythm of the music. A striking moment thanks to the audience. ´You have given us an unforgettable night´ will say Dave Matthews later, thanks to the energy of the audience. You can´t do anything else when you´re in front of such a band.<br><br>At that time one of the moment the audience enjoyed most arrived: <a style="color:green; text-decoration:underline" target="_blank" href=http://www.youtube.com/watch?v=nqMfJvhE9EQ>Two Step</a>. In the intro Dave repeated the last stanza of <i>Time Bomb</i> and the audience exploded, knowing it could repeat the accompaniment that amazed the band so much in 2008. The ability of the Argentinian audience to accompany with its voice the concert is something I believe the band has never been able to experience in any other venue. Even at the end of the song the audience´s chant continued. Matthews commented: ´it´s a good arrangement, we do a song then you do one´.<br><br>Then it was time to the end the first part, with Carter who, as usual, threw his drum sticks to the crowd, and the audience that knew it was not the end. Up until that moment Dave had broken 5 guitar strings and it was so hot that a crew member turned on a ventilator right in front of him.<br><br>First encore: <b>Some Devil</b>. Perfect interpretation by Dave, that stood alone in front of the audience, with his guitar and his voice. Overwhelming, convincing, moving to the soul in each of his words and chords.<br><br>Second encore: <b>Ants Marching</b>. A loud explosion by the audience... we knew it would probably be the end of the show, and so we had to take advantage of it as much as we could. Another classic of the Dave Matthews Band and, despite having already heard it in 2008, many wanted to hear it again. Almost an anthem for the fans, that I believe identify in the march of the ants, that pilgrimage we all anxiously do before the show. All that precedes moments like that one. The musical emotion.<br><br>I can´t believe everything I went through. The day before the concert I had the luck to meet part of the band at the hotel. Rashawn, Stefan, Jeff and Tim surprised me with their modesty and their dedication to the fans. They talked with each one of us who were there, they signed records, they showed interest for us and asked our names. I talked for almost an hour with Rashawn about music, family, friends and for this I will always be grateful to him. What more can I say, great on stage and out of the stage.<br><br>Luck was still by my side on the day of the concert. When I was already thinking that I wouldn´t be able to meet the rest of the band, I saw Dave and Carter getting out of a car in front of the arena. The excitement and surprise were so overwhelming that I was barely able to ask Dave to hug me and tell him how great a pleasure was to meet him. I would have liked to tell him so many things, things one always has in mind, but when the moment come you can´t but be paralysed. I hope he knows how much it meant to me, that moment and the whole concert in Argentina… one day I hope I will be able to tell him that in person. And this time I hope I won´t stay still from all the emotion. I just haven´t been able to meet Boyd. Maybe next time.<br><br>The concert ended, but there was still a surprise waiting for me. While the band kept saying goodbye to the audience, the crowd noticed Rashawn scribbling something on a piece of paper and, since I was in the front row, just in front of him and Jeff, I was able to observe his every movement. My gaze drifted for a moment, but when I turned toward him again I saw Rashawn getting closer to the audience… he was getting closer to me and, dodging all the other hands raised in his direction, he gave me the setlist of the night autographed by him. In that moment I realized what was happening and I couldn´t contain my emotion. Thank you Rashawn, I will treasure this memory forever as a moment of great happiness<br><br>Thanks to the Dave Matthews Band for having made a dreamer´s dream come true… I hope one day they will know how much this has meant to me.<br><br>See you in 2012<br><br><br><br><br>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.davematthewsband.it/news.asp?id=250]]></link>
<pubDate>Ven, 22 Ottobre 2010 0:0:00 +0100</pubDate>
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</item>
<item><title><![CDATA[Il pubblico argentino è fisico]]></title>
<description><![CDATA[<i>Un´intervista a 360° rilasciata da Dave Matthews a Edurado Slusarczuk del Clarin argentino pochi giorni prima dell´inizio del pirotecnico Tour Sudamericano della DMB<br>La foto è stata scattata da Nat Alonso durante il concerto della DMB a Buenos Aires il 14 Ottobre 2010</i><br><br><br>Due anni dopo la sua prima visita in Argentina durante il Pepsi Music 2008, la DMB, nata a Charlottesville nel 1991, torna a Buenos Aires per un concerto stasera al Luna Park. "Sono entusiasta all´idea di tornare nuovamente li, potremo suonare tutto il tempo che vorremo. Due ore e mezza, tre o più" ha anticipato  il leader della band, Dave Matthews, a Clarin, alcuni giorni fa, dalla sua casa in Virginia.<br><br>In quell´occasione sono stato con mia moglie -ha raccontato Matthews- e abbiamo potuto girare un po´ la città, conoscere qualcosa della sua cultura, assaggiare alcuni vini. Ci sono state alcune cose che ci hanno entusiasmato" E ha anticipato che per questa visita hanno invitato una coppia di amici "Oltre alla band naturalmente"<br><br> <br><b>Che ricordi hai di quel concerto dove ci fu un cortocircuito nell´impianto elettrico?</b> <br> <br>E´ stato divertente, perchè siccome tutto si spense e scomparve l´audio decisi di scendere dal palco per saluare la gente. Allora una ragazza con espressione arrabbiata mi ha gridato "Non sono venuta a salutarti, sono venuta per ascoltare la musica che suoni" (ride). Spero che dopo le abbiano spiegato che se ne era andata la luce. Ma a parte questo, è stato un grande show perchè emblematico di ciò che succede con il pubblico, cosi diverso a s econda del luogo. Li abbiamo incontarto un pubblico molto fisico, che ballava, che faceva casino, ma che evidentemente prestava attenzione anche a ciò che veniva suonato.<br><br><b>In quel periodo, LeRoi Moore, sassofonista della DMB fin dagli esordi, era recentemente scomparso.  Come si è evolta la band dopo questa disgrazia?</b><br><br>Quando lui è morto, io ho perso un amico che mentre faceva riabilitazione dopo l´incidente era ossessionato dall´idea di rimettersi in forma per il tour in Brasile ed Argentina. "Starò bene per poter viaggiare" ripeteva. Allora, quando abbiamo suonato la prima volta senza LeRoi, a Buenos Aires, abbiamo profondamente sentito la sua assenza. Ma la band è stata un buon contenimento emotivo per noi. In qualche modo la sua morte ha rafforzato i nostri rapporti e la nostra devozione alla musica.<br>  <br> <b>Hai scritto nuove canzoni?</b><br><br>Sí. Ci sono alcune canzoni che stanno venendo su e crescendo, mentre siamo on the road. Alcune le abbiamo suonate, come <i>Black Jack</i>, che è piuttosto rara, ma fantastica. E´ un grande pezzo, pù ancora di quanto matta sia.<br><br> <b>Perché dici che è matta? In cosa differisce da ciò che abitualmente fa la DMB?</b><br><br>Noi viaggiamo a volte sulla strada della country music. Altre volte facciamo delle cose più aggressive, ed altre ancora cose più dolci, lente. Utilizziamo anche molti sincopati nella sezione ritmica. Anche se utilizziamo sempre gli stessi strumenti, in alcune canzoni suoniamo come musicisti che suonano cose sconnesse tra loro. Ma nel caso di Black Jack si tratta di un pezzo schizofrenico. Ci sono tipo tre canzoni diverse che suonano nello stesso tempo.  <br><br> <b>Simultaneamente o in sequenza?</b><br><br>In sequenza. Una delle canzoni è tipo un´opera - ´po popoooo poro pop o pooooo´-.L´altra è come un insetto pazzo che canta ´bzbzbzzzzzzbzzbzbzzzzz´ e l´altra ancora è più ritmica. Le tre sono presenti in un solo pezzo. Perciò io devo immaginare come va la storia e assegnarle dei personaggi, per poter cantarla dandole un senso e coerenza. Allora posso pensare ad una principessa, un ladro di banche ed un re cattivo. Oppure posso pensare a una giovane donna, un assassino e…Dio! E´ una canzone molto divertente. Ogni volta che la canto i miei figli muoiono dalle risate. <br> <br><b>Qual è il rapporto che loro hanno con la tua musica? Sono fan del papà?</b><br><br>Ci sono alcune canzone che a loro piacciono più di altre. Non so perchè. Alcune si, come nel caso di <i>Black Jack</i>, ma ci sono altre, come <i>Gravedigger</i>, che è una di quelle che amano di più, che non ho la minima idea del perchè. Credo che a loro piaccia la musica che faccio e venire ai concerti. Ma amano anche la musica dei bambini. E i Beatles. <br> <br><b>Ti ho chiesto il rapporto che c´è tra i tuoi figli e la tua musica perchè in "Alligator Pie", di Big Whiskey And The GrooGrux King (2009) parli di una certa Stella e questo mi ha fatto pensare che poteva essere una delle tue gemelle. Mi sbaglio?</b><br> <br>In realtà un giorno l´altra mia figlia, Grace, mi fece notare che il suo nome è presente in un mucchio di canzoni. In quello stesso momento, sua sorella mi guardò e disse "Papi, quando metterai me in una canzone?". Io stavo lavorando al testo di Alligator Pie e pensai di scrivere il suo nome nel descrivere una situazione. E rimase quel "Papi, quando metterai me in una canzone?".<br>Dopo, quando stavamo lavorando a New Orleans, questa canzone mi fece pensare alla città, al Sud. Allora l´ho composta con la mente rivolta al momento in cui l´inondazione provocata dall´uragano Katrina, distrusse gran parte della città. Cosi ho scritto una storia sulla piccola bambina seduta in cima ad un tetto, sulla sua casa, mentre mangia una torta tipica di quella zona (l´ "Alligator Cake" che si ottiene con l´aggiunta di un colorante verde, e deriverebbe dal poema per bambini del canadese Dennis Lee. Il riferimento al poema canadese in New Orleans è ben antecedente alla composizione della canzone, non è un´idea di Dave. NdT)<br>Ciò che sorprende nei bambini è che anche in una situazione critica come questa, li puoi vedere sorridere e giocare. Almeno il primo giorno, lei ride. Ma alla fine del terzo giorno è esausta ed ha paura. E´ una canzone che quando capii di cosa trattasse venne su in un modo molto speciale. Ed in quella situazione decisi di mettere quella domanda che mi aveva fatto Stella.<br><br><b>Come avete dichiarato, dopo il tour vi fermerete per un po´. Perchè adesso?</b><br><br>Abbiamo lavorato senza fermarci per 20 anni. E va bene. Amiamo questo lavoro. Prima, cinque, dieci o quindici anni fa, ho pensato di prendermi un tempo fuori dalla band, ma sapevo que questo avrebbe potuto distruggerla. Invece ora la forza dei nostri rapporti, della nostra musica e del vincolo che ciascuno di noi ha con gli altri componenti del gruppo è nel punto più alto della nostra vita. Allora è un buon momento per prenderci un anno di pausa. <br> <br> <b>Non è un modo di darsi per la prima volta un tempo per elaborare il lutto per la perdita di LeRoi?<br></b><br><br>Una delle ragioni per cui la band ha continuato a suonare dopo il 2008 è stata proprio la sua morte. Più ancora del fatto che lui avrebbe voluto che continuassimo, c´era un bisogno di non separarci in quel momento. Sarebbe stato difficile tornare indietro. Sono felice di aver potuto continuare, di continuare a far musica con loro. Nessuno al di fuori della band potrebbe capire ciò che avremmo perso se ci fossimo separati. <br>E al di fuori del nostro gruppo, credo che Jeff Coffin, che ha sostituito LeRoi, ha vissuto una situazione molto speciale. Lui ha iniziato a suonare con noi due mesi prima della morte, mentre sperava che il nostro amico si riprendesse e tornasse con noi. E quando è morto, lui ha avuto la grandezza di mettersi da parte, aspettando la nostra decisione.<br>Ora credo che avrò la possibilità di pensare non solo a LeRoi - il mio caro amico- ma di pensare anche oltre alla band, alla musica, alla composizione.<br> <br> <b>Pensi di continuare a suonare con Tim Reynolds o con altri musicisti come Joshua Redman o Daniel Lanois, per cui hai sempre mostrato interesse, durante questa pausa?</b><br><br>Ho pensato a loro come ho pensato ad un mucchio di altri musicisti. L´anno prossimo per me è aperto. Non ho ancora fatto piani specifici. Mi piacerebbe, naturalmente, lavorare con Daniel Lanois. Di fatto abbiamo parlato sul fare qualcosa insieme, ma non abbiamo fissato niente per il 2011. E con Tim condividiamo la band attualmente e un paio di sere fa abbiamo fatto uno show insieme. Ma non c´è niente previsto per l´anno prossimo. Se c´è qualcosa che non voglio è riempirmi di impegni.<br>  <br><b>Immagino che questa pausa non precluda la tua attività come produttore di vino.  </b><br><br>Ti dirò. Produrre vino nella East Coast degli Stati Uniti non è per niente facile. Non abbiamo una Mendoza qui (Mendoza è la provincia argentina nota per la produzione di vino e olio di oliva NdT)<br> <br><b>Stavo giusto per chiederti se sei in grado di dire che il tuo vino è migliore di quello che si produce qui in Argentina.</b><br> <br>Non lo è e non lo sarà mai. E´ interessante produrre il tuo vino, ma è chiaro che non lo faccio per venderlo in Mendoza, nè in Francia o in SudAfrica. Lo faccio per venderlo in Virginia e perchè lo gusti chi ha interesse nell´assaggiarlo. E´ una questione personale. Ho un bel posto, una bella struttura, dove facciamo Cabernet, che non è male, e qualcos´altro, ma se mi chiedi quale raccomando dei vini che facciamo, ti rispondo il bianco. E´ veramente buono. Ho perfino avuto l´approvazione da uno chef newyorkese che è rimasto sorpreso nel provarlo. Per essere onesti devo dire che per gli standard della Virginia il vino è eccellente, ma per i parametri internazionali la qualificazione arriva a buono. Va bene cosi.  <br> <br><b>Nel 2008 Barack Obama era sul punto di salire al potere e mi raccontavi che avevi grandi aspettative in lui. Qual è la tua opinione dopo quasi due anni di presidenza?</b> <br> <br>Non posso negare di essere un po´ deluso. Ma la delusione è relativa. In questo paese i media come Fox e la CNN sono molto disonesti. Non mentono apertamente, ma elaborano la realtà in modo tale che finiscono per diffondere bugie. Questo paese è molto arrabbiato. La destra qui è molto arrabbiata, sul piede di guerra. E anche se Obama affronta pressioni terribili questo non dovrebbe impedirgli, come mi piacerebbe, che si arrabbiasse anche lui e dicesse che queste compagnie sono false e stanno promuovendo lo scontro tra la gente. <br>Ma i politici sono cosi grottescamente negati a dibattere, parlare, mettersi d´accordo, che è molto difficile che qualcosa accada. E vedere questo mi deprime. Credo che Obama stia lavorando duramente perchè le cose migliorino. Ma credo che non si ponga come dovrebbe con tutta questa grande quantità di merda.  Lui è venuto al potere tra due guerre, con una tremenda crisi economica ed ha dovuto fare i conti con tutto questo. A questo punto non ho grandi aspettative, ma spero che nei prossimi due anni uno possa vedere che alcune cose sono state fatte. <br>  <br><b>Qualcosa sul prossimo concerto. Sai già quale sarà la set list o lo deciderai tre ore prima di salire sul palco?</b><br> <br>No. Forse lo farò due ore prima. O una.  <br><br><br><i>Traduzione di Corsina Andriano</i>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.davematthewsband.it/news.asp?id=248]]></link>
<pubDate>Ven, 15 Ottobre 2010 0:0:00 +0100</pubDate>
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</item>
<item><title><![CDATA[Interview with Sam Erickson]]></title>
<description><![CDATA[<i>Phone Interview with Sam Erickson. April 28th 2010</i><br><br><br><b>How was the artistic scene of Charlottesville from your student and then photographer point of view?<br></b><br><br>Charlottesville, like many other university towns in the United States, is a really nice scene. There´s a sort of urban-like aspects. Because of the university there´s a lot of people there that are into various kinds of arts, culture and intellectual pursuits. But it´s in a really small charming little town, it´s a really quiet and nice place to grow up. When I was a kid the music scene was mostly a jazz scene. <b>John D´earth</b> played with the band over the years and his band was called <b>Cosmology</b>. <b>Tim Reynolds</b> was in TR3. Tim when I was in highschool was kind of the biggest rockstar in Charlottesville, the guy we all looked up to. In terms of visual arts I wasn´t that much connected to the scene, I was just a young highschool kid, I would go to the shows at <b>Miller´s</b> and <b>C&O</b> and see some of these people that I just mentioned playing music. It was just a fun, groovy town and I can understand why so many great musicians liked it, because it was pretty cheap, but the p&eople where open, friendly and there were nice places to play out in town - Miller´s and CO being the two coolest ones. I think it was right for something like <b>Dave Matthews Band</b> to begin. It just needed Dave to arrive on the scene for the whole thing to take off.<br><br><br><b>How did you first meet the DMB and were you already friends when you started working as a photographer with them?<br></b><br><br>I already knew them, I was friendly with them before I ever worked with them. My connections to the band go back a long way even well before <b>Dave Matthews</b> himself arrived in Charlottesville. The first guy I knew in the band was <b>Boyd.</b> I must have met him in 1983 or 84. He and I were in the same crowd in highschool, we would go to parties in the country and I used to see him playing his violin and jamming with friends. Also in highschool I knew about <b>LeRoi</b> through his dad, who was my driver´s ED teacher. Carter I used to see play all over town with some of the jazz bands I was talking about. Dave used to sing with <b>TR3</b> when he first arrived in town – it must have been 1988 or 89. The first time I ever saw him sing was at the C&O - he sang Exodus by Bob Marley. He had very long hair then, almost all the way down his back. I didn´t really meet Dave until the fall of 1991: I was dating his sister Jane and she invited me to come see her brother´s band play at <b>Trax</b>. I met Dave after the show and he and I became real good friends as well. I didn´t actually professionally photograph the band for another couple of years, until the recording sessions for Under The Table And Dreaming. I took a lot of the pictures in that album´s booklet. It was the summer of 1994, but I was hanging around with them since 1991 basically. <br><br><br><b>You´ve been working with the band since the beginning, collecting a huge amount of material. Had you ever thought about making a documentary on the DMB before? Did the TV request for The Road or you felt it was time to make it?<br></b><br><br><b>The Road To Big Whiskey</b> documentary was something that I was asked to do by both management and the Fuse channel. I´ve thought about making a documentary about the band for many many years, and obviously I have done a lot of documentary work with them: the piece for MTV during the <b>Before These Crowded Streets</b> sessions etc. Certainly the idea of doing a documentary about the <b>Dave Matthews Band</b> was something that was very much in my mind over the years. I just had never had the exact right opportunity and the right budget to put it all together until Fuse came along and offered us two hours of air space to make a really great documentary. That was a very exciting opportunity for me to be able to take all the materials that I had gathered over the years and put it into one big documentary. It was a very gratifying process for me, itwas really great. <br><br><br><b>The Road to Big Whiskey features many rare recordings and unreleased live footage. Have you got a lot of similar material that was not included? Will there be a chance to see it in the future?<br></b><br><br>The Fuse documentary is litterally the tip of the iceberg in terms of the kinds of photographs and footage that I have of the DMB. Obviously it´s up to the band and management as to how and when the rest of the material gets released, but you can rest assured by knowing that there is a lot of stuff that was not in that documentary that I have. A lot of it relates to the <b>Before These Crowded Streets sessions.</b> I spent probably a year filming them almost straight through, from the recording sessions at The Plant and at the Electric Lady through most of the summer world tour. I went to <b>Brazil</b> with them that year (1998, author´s note), I filmed the shows at <b>Giants Stadium and Foxboro stadium</b> - the first time they played big football stadiums - and the last show in Chicago that became the <b>Live in Chicago</b> album. There´s a lot of great material, also from behind the scenes, that relates to that period and one of these days we´ll figure out how and when to release it. <br><br><br><b>The documentary doesn´t feature any interviews with Tim Reynolds and Jeff Coffin and there is only one short footage with Rashawn talking. Did they ask not to be interviewed or did you chose to involve only the founding members of the band?<br></b><br><br>I chose very much to focus on the founding members of the band. That particular documentary was about the history of DMB and I felt like in honor of <b>LeRoi</b> we would keep it very much to the original members in terms of talking about the olden days. I did actually do an interview with <b>Jeff Coffin</b> and there are a few bites in The Road. <b>Tim Reynolds</b> in general doesn´t like doing interviews very much and I had done just a real big one with him for the <b>Radio City dvd</b>. I think he felt like he had said everything he needed to say during that particular project. <b>Rashawn</b> is a great guy and obviously you see him a lot in the footage. He´s very key to the current day band and the way they arrange music and you can see that in some of the scenes in the dressing room that we shot. I felt that was the most appropriate way to see him in this documentary since he´s fairly new to the band. I really wanted the main interviews to just be with the four surviving founding members of the band when they were talking about the olden days.<br><br><br><b>In the documentary you interviewed several crew members who´ve been working with the band since the beginning. It looks like an extended family: What´s the ´secret ingredient´ of such a long-lasting cohesion?</b><br><br><br>Everyone likes to talk about their band being a family, it´s a bit of a cliché, but in this case there is no better way to put it. Some of these guys from the crew i´ve known as long as the guys in the band and I´m as close to them and they are as important to me personally as anyone in the band, and I think the band guys would say that as well. I think the crew has a lot to do with the success of the DMB over the years: the consistency of their great sound due to <b>Jeff Bagby,</b> the consistency of the amazing lighting due to <b>Fenton</b> (Williams, author´s note). I don´t know what the band would do if any of them wasn´t there - if <b>Ian Kuhn</b> wasn´t there… There´s so many of those guys that have been there from the beginning and their kind of knowledge comes from spending an amount of time on the road with the band. They have been building the show night after night.<br>In terms of what the secret ingredient is for why that works, you´ve got a very loyal band that pays their people well, that gave people opportunities and trusted them. The people took those opportunities and rewarded that trust. There´s always been a really great relationship over the years between the band, the management and the crew and that´s the secret: just trust and opportunity.<br><br><b>It´s curious: Dave defined DMB´s music with the words ´joy´ and ´honest´ to me, now you used the word ´loyal´ first…<br></b><br><br>Yes, absolutely, those two things go together. This is not a band that´s about mystery and anger, it´s guys who love playing music, and their music is very open and inviting to the audience and the people that participate in it, and that shows in the way that they deal with people that work for them. It´s just an amazing organization that takes care of the people that work for them and the people that work for them therefore take care of them in exchange. It works very well.<br><br><b><br>You largely use black and white in your photos, whereas The Road was entirely filmed in color. Was it a choice you made specifically related to the audio-visual medium or was it a request of the TV?</b><br><br><br>Sort of a little bit of both. There aren´t any true black and white video formats. There is black and white movie film that you can shoot, but these days nobody shoots moving pictures in film almost at all anymore. So if you´re going to shoot something in video it´s gonna be color and then you can make it black and white if you want to. In still photography you can use black and white film that has a very particular looking feel. If there was such a thing in video I might use it, but there really isn´t. Then combine that with the fact that broadcasters almost always are going to want color programs. <br><br><br><b>How do you relate to digital technology?<br></b><br> <br>I´m definitely old school, I prefer film to video generally speaking and especially in still photography. Video technology has gotten closer to replicating the look of film than still film in my estimation. There are things in HD video format that look so much like what I would have expected movie film to look like five years ago. The footage we shot in 2009 for The Road was all filmed on really nice digital Sony HD cameras. In still photography I am still hanging on to my film cameras. at the same time I´m realistic about it beeing the XXI Century and about the needs that people have for the immediacy of getting the pictures, and film slows that process down a lot. I shoot most of my live concerts digitally these days, because usually people need those things so fast. Digital photography is really convenient, but I don´t find it as artistically satisfying as film, especially in portraits. If I´m shooting in the studio or behind the scenes with the band I shoot film, because usually people don´t need those photographs right away, they´re things for the archive. One of the things I´m most proud of with my work with the DMB is just the archive of the photographs that I have taken over the years. <i>It´s a tremendous amount of pictures that only a tiny tiny percentage of which everyone´s ever seen before</i>. With film it´s very satisfying: you´re holding a negative, you´re looking at it. It´s a tangible, physical piece of art. With digital it´s just a lot harder to take it seriously, it´s just a little file on your computer.<br>     <br><br><b>What kind of cameras do you use in still photography?</b><br><br><br>I use a Mamiya 645 still camera with film and my digital camera is a Nikon SLR.<br><br><b><br>Do you usually plan in advance whether to film or take photos? Have you ever found yourself in a specific situation where you had to decide between taking a picture or filming a particular moment?</b><br><br> <br>Obviously the client decides for me if it´s a video or a film project, but when I´m shooting video projects I´m always taking photographs. I like to incorporate a lot of still photography especially into the documentary typo. I do think it adds a texture. If you can use really beautiful behind the scenes pictures, it´s a very flexible and intimate way of telling the story of what you´re trying to say in your documentary. Usually there will be the client who´ll say ´I need you to go to a concert and I need a video´ or ´I need still photography´, but if it´s a video work you can assume safely that I´ll also be shooting still photographs.<br> <br><br><b>Working backstage, live or for posed photography are very different things. Which is your favorite setting when you´re taking pictures and when you´re filming, if they´re different?<br></b><br><br>Well it is different. When I´m taking still photographs my favorite thing is to be shooting behind the scenes. I love being with the band when they´re making the album. Some of my favorite pictures of DMB were shot during the recordings of Before These Crowded Streets. Or I love the behind the scenes on a tour bus or in a dressing room. I love all of the mechanisms of the rock´n´roll show and the whole rock´n´roll industry. I like to see al the behind the scenes stuff and I like to be able to show the viewer some of the things that they don´t always get to see.<br>When I´m doing music videos, those are much more posed phenomenons. People might be lipsinking to the music and that´s fun too. But in terms of photographing I vastly prefer documentary photography. I´m not the kind of person who´s gonna say ´Ok, let´s fill this bath up with 78 gallons of milk and put the person in there with red roses floating on the milk…´ that´s not me. I like to shoot a portrait in a natural setting casually, but I´m not like a deeply conceptual portraitist. <br><br><br><b>Who are your favorite photographers and directors?</b><br><br><br>I think any of us people that work in rock photography would agree in expressing extreme gratitude to the recently departed <b>Jim Marshall</b>, who set the bar for what behind the scenes rock´n´roll photography could be. He was an amazing photographer. In terms of film directors I´ve got a lot of favorites. What <b>Scorsese</b> did with The Last Waltz was amazing. I love late <b>60´s and early 70´s American cinema</b> very much: Bonnie and Clyde, Butch Cassidy and the Sundance Kid, Dogday Afternoon, The Godfather… there are some great films made in the early 70´s in America. I´m not a big action, adventure, psy-fi or Avatar-kind film fan. I like a great story, an intimacy. I like a greediness to a film, that is often quite lacking into these big ticket movies. <br><br><br><b>We know you´re filming the band in the next Summer Tour. Is there going to be a DVD release?</b><br><br><br>Well, as I´ve said a bunch of times over the years, I shoot the material, I gather it, I edit it together, but in terms of when and in what form this material is going to come to the public that´s really a management decision. Right now it´s just a question of getting great footage from this tour. I´m sure it will be released on the web and hopefully for commercial release some time later. Obviously the band and the management know what I have and over the years they´ve chosen to release it as they saw the need to. I do think there´s more than an emphasis in the whole organization with stocking the past, starting to release it to let the people know what rich history the band has. I think you´re gonna be seeing a lot of this new stuff and a lot of the archive from the 90´s as well. I would guess that more and more often you´re gonna find special things that the band will do. But that´s not my area of expertise and I´ll leave it to the management to let everybody know exactly how the material is going to come out.  <br><br><br><b>The Road was – and is going to be – screened in several cinemas in Italy. How does this make you feel? Could you have ever imagined it would get so far?</b><br><br><br>It´s incredibly exciting! I didn´t even know until just now that you told me that it was being screened in Italy. That´s fantastic, I certainly would love to see <b>The Road To Big Whiskey</b> released like that over here. Maybe they´ll figure out how to do it one of these days because I do think it would work really well in a cinema and I know there´s a lot more technology about digital screening these days. I´ve had a few of my music pieces released in special one-night screenings before. How do I feel about it? It´s incredibly exciting, I wish I could be there with you it would be so much fun!]]></description>
<link><![CDATA[http://www.davematthewsband.it/news.asp?id=225]]></link>
<pubDate>Dom, 1 Agosto 2010 0:0:00 +0100</pubDate>
<guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.davematthewsband.it/news.asp?id=225]]></guid>
</item>
<item><title><![CDATA[The Road To Big Whiskey: The Dave Matthews Band narrated by Sam Erickson]]></title>
<description><![CDATA["I am a chameleon and a social scientist. I love rock and roll music. I play guitar badly and extremely enthusiastically. I have a knack for hanging out with musicians and discovering their inner truth". This is how <b>Sam Erickson</b>, photographer, director and videomaker on the music scene for nearly twenty years, describes himself on his official website. "I can work with musicians of virtually any genre of music so long as there is some level on which I can relate to the artist and their tunes" he adds. To have proof of that, just check out some of the names he worked with, ranging from rock to hip hop, through country music: Steve Winwood, O.A.R., My Morning Jacket, Keith Urban, Good Charlotte, Nelly. But the deeper and longer lasting relationship is the one that ties him to the <b>Dave Matthews Band</b>. <br>Erickson grew up in Charlottesville, the vibrant university town which in the second half of the ´80s sees the evolution and interweaving of the personal and artistic lives of all the musicians that have marked the history of the DMB. When he was still a high school student, Sam used to attend the local venues that offered live music, especially Miller´s and the C&O, where he went to see concerts by Cosmology (John D´Earth´s band), Boyd Tinsley Band and Down Boy Down. He was there for the first Dave Matthews´s gigs with TR3 (Tim Reynolds´s band) and for the band´s debut at Trax. In 1994 he was asked to take photographs for the booklet of the first official DMB album, <i>Under The Table And Dreaming</i>. It was the beginning of an artistic partnership that has lasted through the band´s entire history to date. Since then, Erickson has been almost a constant in recording studios, concerts, on stage and backstage, photographing and filming a vast amount of material. In 1998 he filmed a documentary for MTV on the making of <i>Before These Crowded Streets</i>. In 2007 he filmed Dave Matthews and Tim Reynolds <i>Live at Radio City Music Hall</i>, published in the dvd of the same name. He directed <i>Across The Pond</i>, the dvd featured in the boxset <b>DMB Europe 2009</b> (review on the February issue of Buscadero) which immortalizes in an intimate and evocative way the DMB concert of June 26, 2009 at the Brixton Academy in London. <br>The most comprehensive and ambitious work ever produced by Erickson on the band is called <b>The Road To Big Whiskey</b>: an hour and a half documentary which aired on American Fuse TV in June 2009, and is now in Italian theaters thanks to the screenings organized by <b>Con-Fusion</b>, the Official Italian DMB Fan Club. Divided into four chapters, The Road focuses on the making of the band´s latest album, <i>Big Whiskey And The GrooGrux King</i>. Viewers are taken to recording studios in Charlottesville and Seattle where the band was writing and arranging new songs, and we can witness the birth of <i>Seven</i> and <i>Why I Am</i> and the first recording of <i>Shake Me Like A Monkey</i>. There is a special, melancholy charm in those parts featuring <b>LeRoi Moore</b>, still alive at the beginning of the recording sessions. The central part of the documentary goes along the entire history of the band, from the first performances in Charlottesville till today. <br>Erickson´s video camera takes us on a 360 degrees journey, showing footage and testimonials from recording studios and backstage, chasing explosive live sequences and even exploring the world of the crew working behind the colossal architecture of the DMB shows. Everything is embellished by a selection of extraordinary photographs dating back to the 80s, taken from the director´s archives. No lack of goodies and rarities, such as early versions of some songs of Before These Crowded Streets or the hint of the unreleased <i>Sugar Will</i>: the documentary is packed with quality material that only the archive of an early and constant witness can offer. A key ingredient is added to the sociologist´s research ability and to the artist´s eye: the deep bond of friendship that ties Erickson to all the members of the band, a bond which is evident in everyone´s total openness and  intimacy during the interviews. Every moment of the DMB´s life is openly explored: the tough times of the <i>Lillywhite Sessions</i> and <i>Everyday</i>, the death of LeRoi Moore, the rebirth of the band and the rediscovered joy of playing together in Big Whiskey. <br><br>I reach Sam by phone in New York for an interview on The Road and the DMB. Here is an excerpt from what will turn out to be a long and pleasant chat about cinema, photography and the shared passion for film. Before we start, we exchange a few words on the delay with which the DMB is becoming popular in Italy and Europe. I express my confidence in the power of word of mouth by those who attended the three Italian concerts, similar to what happened in the U.S. at the beginning. "Exactly, and the band is putting more effort as well."<br> <br><b>How did you first meet the members of the Dave Matthews Band? Were you already friends when you started working with them as a photographer?</b><br><br>My connections to the band go back a long way even well before Dave Matthews himself arrived in Charlottesville. The first guy I knew in the band was Boyd. I must have met him in 1983 or 84. He and I were in the same crowd in highschool and I used to see him playing his violin with friends and jamming at parties. Also in highschool I knew about LeRoi through his dad who was my driver´s ED teacher. Carter I used to see play with some jazz bands back in those days. Dave used to sing with TR3 when he first arrived in town – it must have been 1988 or 89. The first time I ever saw him sing was at the C&O. He sang Exodus by Bob Marley. He had very long hair then, almost all the way down his back. I didn´t meet Dave until the fall of 1991: I was dating his sister Jane and she invited me to come see her brother´s band play at Trax. I met Dave after the show and he and I became real good friends as well. I didn´t actually professionally photograph the band for another couple of years, until the recording sessions for Under The Table And Dreaming. I took a lot of the pictures in that album´s booklet. It was the summer of 1994, but I was hanging around with them since 1991 basically. <br><br><b>The Road to Big Whiskey features many rare recordings and unreleased live footage. Have you got a lot of similar material that was not included? Will there be a chance to see it in the future?</b><br><br>This documentary is litterally the tip of the iceberg in terms of the kinds of photographs and footage that I have of the DMB. Obviously it´s up to the band and management as to how and when the rest of the material gets released, but you can rest assured by knowing that there is a lot of stuff that I have. A lot of it relates to the Before These Crowded Streets sessions. I spent a year filming them almost straight through, from the recording sessions at The Plant and at the Electric Lady through most of the summer world tour: I went to Brazil with them that year (1998, author´s note), I filmed the shows at Giants Stadium and Foxboro stadium - the first time they played big football stadiums - and the last show in Chicago that became the Live in Chicago album. There´s a lot of great material, also from behind the scenes, that relates to that period and one of these days we´ll figure out how and when to release it. <br><br><b>In the documentary you interviewed several crew members who´ve been working with the band since the beginning. It looks like an extended family: What´s the ´secret ingredient´ of such a long-lasting cohesion?</b><br><br>Everyone likes to talk about their band being a family, it´s a bit of a cliché, but in this case there is no better way to put it. I think the crew has a lot to do with the success of the DMB over the years: the consistency of their great sound due to Jeff Bagby, the consistency of the amazing lighting due to Fenton (Williams, author´s note). I don´t know what the band would do if any of them wasn´t there - if Ian Kuhn wasn´t there… There´s so many of those guys that have been there from the beginning and their kind of knowledge comes from spending an amount of time on the road with the band. They have been building the show night after night.<br>In terms of what the secret ingredient is for why that works, you´ve got a very loyal band that pays their people well, that gave people opportunities and trusted them. The people took those opportunities and rewarded that trust. There´s always been a really great relationship over the years between the band, the management and the crew and that´s the secret: just trust and opportunity.<br><br><b>It´s curious: Dave defined DMB´s music with the words ´joy´ and ´honest´ to me, now you used the word ´loyal´ first…</b><br><br>Yes, absolutely, those two things go together. This is not a band that´s about mystery and anger, it´s guys who love playing music, and their music is very open and inviting to the audience and the people that participate in it, and that shows in the way that they deal with people that work for them.<br><br><b>You largely use black and white in your photos, whereas The Road was entirely filmed in color. Was it a choice you made specifically related to the audio-visual medium or was it a request of the TV?</b><br><br>Sort of a little bit of both. There aren´t any true black and white video formats. There is black and white movie film that you can shoot, but these days nobody shoots moving pictures in film almost at all anymore. So if you´re going to shoot something in video it´s gonna be color and then you can make it black and white if you want to. In still photography you can use black and white film that has a very particular looking feel. If there was such a thing in video I might use it, but there really isn´t. Then combine that with the fact that broadcasters almost always are going to want color programs. <br><br><b>How do you relate to digital technology?</b> <br><br>I´m definitely old school, I prefer film to video generally speaking. Video technology has gotten closer to replicating the look of film than still film in my estimation. The footage we shot in 2009 for The Road was all filmed on really nice digital Sony HD cameras. In still photography I am still hanging on to my film cameras. I shoot most of the live concerts digitally these days, because usually people need those things so fast. Digital photography is really convenient, but I don´t find it as artistically satisfying as film, especially in portraits. With film it´s very satisfying: you´re holding a negative, you´re looking at it… it´s a tangible, physical piece of art. If I´m shooting in the studio or behind the scenes with the band I shoot film, because usually people don´t need those photographs right away, they´re things for the archive. One of the things I´m most proud of with my work with the DMB is just the archive of the photographs that I have taken over the years. It´s a tremendous amount of pictures that only a tiny percentage of which everyone´s ever seen before.<br><br><b>Who are your favorite photographers and directors?</b><br><br>I think any of us people that work in rock photography would agree in expressing extreme gratitude to the recently departed Jim Marshall, who set the bar for what behind the scenes rock´n´roll photography could be. He was an amazing photographer. In terms of film directors I´ve got a lot of favorites. What Scorsese did with The Last Waltz was amazing. I love late 60´s and early 70´s American cinema very much: Bonnie and Clyde, Butch Cassidy and the Sundance Kid, Dogday Afternoon, The Godfather… there are some great films made in the early 70´s in America. I´m not a big action, adventure, psy-fi or Avatar-kind film fan. I like a great story, an intimacy, a greediness to a film, that is often quite lacking into these big ticket movies.     <br> <br><b>You´re filming the band in the next Summer Tour. Is there going to be a DVD release?</b><br><br>Right now it´s just a question of getting great footage from this tour. I´m sure it will be released on the web and hopefully for commercial release some time later. Obviously the band and the management know what I have and over the years they´ve chosen to release it as they saw the need to. I do think there´s more than an emphasis in the whole organization with stocking the past, starting to release it to let the people know what rich history the band has. I think you´re gonna be seeing a lot of this new stuff and a lot of the archive from the 90´s as well. I would guess that more and more often you´re gonna find special things that the band will do. But that´s not my area of expertise and I´ll leave it to the management to let everybody know exactly how the material is going to come out.  <br><br><b>The Road was – and is going to be – screened in several cinemas in Italy. How does this make you feel? Could you have ever imagined it would get so far?</b><br><br>That´s fantastic, I certainly would love to see The Road released like that over here, because I do think it would work really well in a cinema. It´s incredibly exciting, I wish I could be there with you!<br><br>For those who can instead, the appointment is Saturday June 26th in Turin: The Road To Big Whiskey will be screened at 9 p.m. at Cinema Massimo (<b>National Museum of Cinema</b>). The hall will host an exhibit dedicated to the DMB, featuring selected shots of Erickson and two works by the artists Cristiano De Matteis and Giuseppe Andriano.]]></description>
<link><![CDATA[http://www.davematthewsband.it/news.asp?id=212]]></link>
<pubDate>Dom, 13 Giugno 2010 0:0:00 +0100</pubDate>
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</item>
<item><title><![CDATA[Intervista di Nikki Van Noy a Corsina Andriano]]></title>
<description><![CDATA[<b>Quando e come hai scoperto la DMB?</b><br><br>Ho scoperto la DMB nell´ estate 2004, abbastanza recentemente quindi, ma é stata ed é una passione intensa che mi ha letteralmente cambiato la vita. <br>Ho 48 anni e sono cresciuta, fin da bambina, in mezzo alla musica ed i musicisti. Ho vissuto tra due continenti, il Sud America, dove sono nata, e l´Europa, ho un gusto musicale trasversale, sono molto curiosa e ho avuto la fortuna di vivere il meglio degli anni 70, 80 e 90, viaggiando spesso per la musica. Nonostante la mia bulimia musicale, sono sempre stata molto selettiva sui concerti a cui assistere ed ho sempre avuto la determinazione di conoscere personalmente le mie più grandi passioni musicali. <br>Nell´estate del 2004, mentre ero attivamente impegnata nel tour italiano ed europeo di Peter Gabriel, un amico mi regalò il dvd Live at Central Park della Dave Matthews Band, un gruppo che non avevo mai sentito nemmeno nominare! Come è successo a tanti, quel dvd mi colpi´ come un fulmine a ciel sereno. Non avevo mai visto una cosa del genere e non riuscivo a capacitarmi di quanto fossero poco conosciuti in Italia. La frustrazione cresceva a dismisura  quando iniziai a cercare qualche notizia sul web, dischi, qualsiasi cosa... Pochi eletti sembravano conoscerli e i siti erano tutti stranieri. Mi segnalarono che esisteva un forum italiano e mi iscrissi speranzosa a Con-Fusion, ma il sito a quell´epoca era fermo all´uscita di Some Devil e gli utenti attivi si contavano sulle dita di una mano… Mi segnalarono DMBrasil e scoprii una miniera d´oro. Accurato, ricco di informazioni e attualissimo, ogni settimana in download, in tempo reale, il tour in atto. Iniziai cosi a scoprire la DMB attraverso i live (all´epoca era il Vote for Change), attraverso i dvd e grazie all´amicizia con Rodrigo Simas con il quale, nel tempo, si consoliderà un rapporto di grande stima, collaborazione, fino a partecipare insieme ad alcuni concerti, in US e, recentemente, in Europa.<br>Nel 2006, col ritorno di Dave in Europa e con l´ingresso di una coinvolgente cover band, la Joe Busted Band, Con-Fusion inizia a crescere come Community ed inizia a farsi strada l´idea e la determinazione di riportarli in Italia.<br>Mi pare un´ovvietà dire che io amo visceralmente la DMB, un loro concerto dal vivo non ha eguali per me, e ne ho visti tanti. Nel mio personale olimpo dell´attuale mondo live metto la DMB, Peter Gabriel, gli Elbow, i Radiohead ed i R.E.M.<br><br><br><b>Quando e come è nata Con-Fusion?</b><br><br>Con-Fusion é nata nel luglio 1998, fondata da Luigi Lenzi che é tuttora l´amministratore del forum e del sito.<br>All´inizio è solo un sogno e la volontà di condividere una grande passione. Non ci sono molte iniziative, perché poche sono le disponibilità: del resto in Italia internet non è ancora alla portata di tutti, e il piccolo sito del gruppo, che ancora si chiama Spotlight, aspira sì a diventare il catalizzatore per gli appassionati italiani, ma senza avere ancora molto da offrire.<br>La svolta avviene l´anno successivo quando si forma il primo vero staff, così che all´inizio del 2000 tutto è pronto per la grande avventura: vengono finalmente lanciati un nuovo sito, ricco di notizie e informazioni, una mailing list, una newsletter e persino una fanzine cartacea. Per suggellare questo entusiastico rilancio si decide di cambiare il nome in Con-Fusion, nome che cita una celebre dichiarazione di Dave in risposta alla domanda su quale genere suonasse la sua band. &#8232;Arrivano così anche i primi riconoscimenti ufficiali a livello nazionale, con la partecipazione a diverse convention e i contatti con la BMG italiana e alcune testate giornalistiche. &#8232;Dopo il tour abortito del 2001 si susseguono diversi momenti di sconforto e difficoltà, tuttavia la comunità continua - sia pur lentamente - a crescere e a rinforzarsi: proprio al 2001 risale il primo raduno degli iscritti, mentre nel 2003 viene varato il forum di Con-Fusion, che avrà grande successo e sostituirà in breve tempo la mailing list sia come luogo virtuale di aggregazione dei fan che come strumento informativo.<br>Determinante, per scuotere definitivamente la community e riportare nuova linfa al forum, è l´ingresso, nel 2005, della Joe Busted Band, il cui travolgente entusiasmo diventerà, negli anni successivi, un importante elemento aggregativo. La passione e l´incessante attività live della band - e la loro stretta collaborazione con lo staff di Con-Fusion - porterà all´organizzazione di eventi prestigiosi.<br>Il salto di qualità  avviene però verso la fine del 2006 quando, proprio in concomitanza con l´inizio di una collaborazione con la V2 Records (la casa discografica che distribuiva la versione europea di Stand Up) e nel bel mezzo di un tuttora embrionale progetto editoriale sulla band, piomba come un uragano la notizia del tour europeo solista di Dave Matthews, che toccherà anche Milano, il 4 Marzo 2007. I mesi successivi vedono così il nuovo staff catapultato in un lungo ed estenuante lavoro di organizzazione che desta l´attenzione del management della DMB e segna l´inizio di una sorta di riconoscimento ufficiale del fan club italiano: in quell´occasione Con-Fusion acquisterà, direttamente dal management americano, 200 biglietti nelle prime file del Teatro Dal Verme.<br>Ma è un successo su tutti i fronti: persino il raduno nazionale della community, pensato per la sera prima del concerto, con l´esibizione della Joe Busted Band sul palco della Bodeguita del Pilar a Milano, assume presto risonanza internazionale con richieste e prenotazioni da Portogallo, Canada, Germania, Stati Uniti. L´invasione delle "magliette rosse" del fan club viene citata persino dalla stampa nazionale e non sfugge nemmeno allo stesso Dave che, dopo aver incontrato nel pomeriggio i numerosi fan vestiti di rosso, riceverà una piccola delegazione di Con-Fusion nel backstage del concerto di Milano. E, durante il tour europeo della Dave Matthews Band dello stesso anno, a Dublino la maglietta Con-Fusion viene regalata anche a Carter che la solleva e la bacia nel bel mezzo del concerto.<br>Ma a Con-Fusion non basta. Troppo tempo è passato da quel lontano 10 luglio e l´attesa per un nuovo concerto della band è ormai frustrante. Cogliendo il suggerimento del management della DMB viene così organizzata una petizione per il ritorno della band in Italia, che raccoglie in breve tempo più di 2000 firme e che viene consegnata al manager della band a West Palm Beach nel Settembre 2007, un appuntamento -quello dei concerti in Florida della Dave Matthews Band- cui Con-Fusion partecipa ogni anno dal 2006.<br>Nel frattempo, l´attività del fan club prosegue frenetica fra raduni, concerti di cover band e la prestigiosa organizzazione di una puntata speciale del programma radiofonico Rock Files condotto da Ezio Guaitamacchi, in diretta dalla Salumeria della Musica di Milano.<br> Nel 2009 il sogno si avvera e la DMB decide di tornare in Italia. Con-Fusion inaugura un nuovo sito,  grazie alla collaborazione tra il nostro webmaster Fabio Deledda e Rodrigo Simas, in qualità di webdesigner ed i cui contenuti vengono interamente curati da me. Arriva anche il riconoscimento ufficiale sul sito della DMB  e Con-Fusion partecipa attivamente all´organizzazione del concerto di Lucca, aggiudicandosi una pre-sale riservata e l´ingresso anticipato con braccialetti. Un´operazione che non ha precedenti nella storia dei concerti della DMB. La sera prima del concerto, al Party internazionale organizzato da Con-Fusion, con i concerti di due cover band: la Dreaming Treebute Band e la Joe Busted Band,  partecipano 300 fan da tutte le parti del mondo.<br>La Community Italiana ha ormai acquisito un prestigio internazionale ed una grande notorietà che la consacra definitivamente il punto di riferimento dei fan italiani della DMB. Pochi mesi dopo il concerto di Lucca, infatti, Con-Fusion affianca i promoter italiani nell´organizzazione del tour italiano con ben 3 date: Milano, Roma e Padova. L´impegno ed il lavoro professionale della Community italiana vengono premiati con una presale riservata e l´ingresso anticipato con braccialetti, 10 meet&greet con Dave Matthews per ciascuna data italiana, la partecipazione di una ristretta delegazione del fan club (appena 6 ospiti) alla registrazione della trasmissione Moby Dick con il mini live acustico di Dave Matthews e Tim Reynolds, andata in onda sulla radio nazionale Radio 2 il 24 febbraio, la dedica sui poster ufficiali di Milano e Roma, il photo pass per il nostro fotografo Luca Cepparo, l´intervista face to face a Dave Matthews da parte di una delle nostre collaboratrici, Elena Pizzetti, per il numero di Aprile della rivista musicale Buscadero. <br><br><b>Avendo  assistito ai concerti statunitensi, spiega in che cosa la fanbase americana differisce da quella italiana</b><br><br>La  prima differenza è  la diretta conseguenza del modo in cui il fenomeno della DMB è  nato e cresciuto in America. Tante volte alcuni giornalisti musicali italiani lo hanno sottolineato negli anni 90, quando la DMB era ancora poco conosciuta in Italia ed io ne ho avuto diretta esperienza quando l´11 agosto 2006 ho assistito al mio primo concerto della DMB a West Palm Beach. E´ stato durante The Last Stop. La musica non dava tregua, aveva un ché di psichedelico, ti risucchiava in un vortice avvolto nella nuvola dell´odore di marijuana che aleggiava intenso attorno a me. Mi sono guardata intorno, tanti l´ascoltavano ad occhi chiusi, dondolandosi in piedi. Di colpo mi sono sentita proiettata in una dimensione storica e culturale diversa e lontana nel tempo. Mi sono resa conto che il più grosso bacino d´utenza americano della DMB è rappresentato dalla cultura hippie che negli States è tuttora molto forte e catalizza una stragrande maggioranza di studenti e di jam band.<br>Questo fenomeno in Europa ed in Italia è culturalmente molto lontano. La fanbase italiana è cresciuta principalmente per ragioni prettamente  musicali. Il pubblico italiano, e quello europeo in generale, è molto colto ed esigente musicalmente e non poteva rimanere indifferente davanti alla mostruosa ed eccezionale tecnica di questi straordinari musicisti. Non a caso, moltissimi fan italiani sono tra i più grandi musicisti attualmente attivi nel nostro paese.<br>L´altra differenza direi sostanziale riguarda il fatto che in America i periodici concerti della DMB e l´attiva presenza della Warehouse, il fan club ufficiale, non hanno reso necessaria una forma di organizzazione ´dal basso´ da parte dei fan. In Italia i dieci anni di assenza della band, unitamente ad una grande passione e determinazione, hanno portato alla formazione di una fanbase solida, con una macchina organizzativa autogestita in grado di promuovere eventi, convention nazionali, collaborazioni con i media, partecipazioni a trasmissioni radiofoniche e concerti delle coverband locali. Questo fenomeno ha cementato ed accresciuto la community italiana permettendo ai fan di condividere la passione per la DMB anche durante la sua lunga assenza. <br>Non esiste, neanche in Europa, un´organizzazione come la nostra. Solo DMBrasil in Sud America ha realizzato qualcosa di simile. Non a caso Con-Fusion e DMBrasil sono gli unici fan club non americani riconosciuti ufficialmente dalla DMB.<br><br><b>In che cosa gli show americani differiscono da quelli europei?</b><br><br>Gli show americani e quelli europei sono due mondi completamente diversi. Molti si soffermano sulla differenza delle location, che sono oceaniche negli US e più intime in Europa, dove per ovvie ragionii il seguito della band ha ancora numeri inferiori, anche se in continua crescita esponenziale. Naturalmente esiste questa ovvia differenza. I fan americani vengono apposta in Europa per assistere a un concerto della DMB in una dimensione più raccolta e minimalista ´per essere a pochi metri dal palco´. Ma la vera differenza risiede, secondo me, nel diverso approccio alla musica che abbiamo noi europei. Gli europei sono un pubblico esigente sul piano musicale ed, in generale, amano ascoltare la buona musica. Assistere ad un concerto della DMB per noi europei é quasi una preziosa rarità. Perciò amiamo e rispettiamo ciò che avviene sul palco, ascoltando spesso in silenzio perché rapiti dall´eccezionalità di ciò che avviene sul palco. E´ impensabile per noi europei assistere ad un concerto del genere seduti, come avviene in US, dove le prime file sono reserved ed il lawn é in fondo. Cosi come é impensabile allontanarsi anche per un solo minuto per andare a bere o mangiare. Il pubblico italiano, come quello portoghese o quello latino in generale, é anche eccezionalmente caldo ma questo calore si esprime jammando con la band, appaludendo quando il pezzo é finito o nei momenti più trascinanti e pirotecnici durante le song. Con questo non voglio dire che uno é meglio dell´altro. Io amo entrambe queste dimensioni: gli show europei dove la musica rappresenta il nucleo centrale attorno a cui ruota l´evento, anche a costo di restare in piedi per ore, senza mangiare e bere, cosi come amo l´atmosfera easy e festaiola degli show americani, in cui il concerto della DMB per molti sembra solo uno degli ingredienti della festa. Infine, ho sempre sostenuto che almeno una volta nella vita vale la pena assistere ad un concerto americano per l´incredibile lavoro di Fenton Williams sulle luci e la scenografia, che rende spettacolare la già maestosa musica di questa band eccezionale che non ha eguali al mondo.<br><br><b>Racconta com´è stato scoprire la notizia del concerto a Lucca dopo la lunga attesa da parte della community italiana del ritorno della DMB</b> <br><br>Le trattative per un concerto italiano della DMB erano in atto da almeno un anno e, insieme allo staff di Con-Fusion, ho seguito con emozione ed apprensione l´avvicendarsi dei promoters e delle location proposte per mesi. Alcune location mi parevano totalmente inadatte all´atteso ritorno della DMB in Italia, mentre il Summer Festival di Lucca, organizzato da uno dei promoter italiani più in gamba, la D´Alessandro&Galli, mi pareva semplicemente perfetta. Con diplomazia ho sostenuto questa proposta. All´epoca erano già state annunciate, ormai da mesi, alcune date europee della DMB e molti fan italiani ci scrivevano chiedendo informazioni, increduli e disperati per l´assenza di una data italiana. Non potendo fornire informazioni non ufficiali, rispondevamo di attendere con pazienza. Effetivamente l´annuncio ufficiale del concerto di Lucca é arrivato ad Aprile, ad appena due mesi dall´evento ed é avvenuto quasi in sordina. Su suggerimento del manager sono stata contattata dalla D´Alessandro&Galli per organizzare la prevendita ed abbiamo inviato in anteprima una mail a tutti I firmatatri della petizione ed a tutti gli utenti di Con-Fusion per avvertirli del fatto che avremmo ottenuto una presale. Ma molti non ci hanno creduto fino a quando non é partita la prevendita! E per chi non ci conosceva la notizia del concerto di Lucca é stata una sorpresa piombata come un fulmine a ciel sereno. Sulla copertina e nel booklet del box set Europe 2009 ci sono le foto di Con-Fusion, una marea di magliette verdi che ha accolto la band in grande stile, aggiudicandosi l´ingresso anticipato con braccialetti per occupare la front row ed é stato allora che molti spettatori si sono resi conto che esisteva addirittura un fan club italiano organizzato che aveva perfino partecipato attivamente al ritorno della band in Italia. Dell´epico concerto di Lucca continuano a parlare sulla stampa, nei blog, nelle riviste musicali, associandolo ormai a Con-Fusion ed alle sue attività, considerate unanimemente come la più solida e professionale macchina organizzativa che promuove e sostiene la band in Italia.<br><br><b>Il concerto a Lucca è stato il più lungo nella storia della DMB. Racconta com´è stato essere li quella notte.</b><br><br>Sono molto felice ed anche orgogliosa del fatto che la passione viscerale e l´enorme lavoro organizzativo di Con-Fusion sia stato coronato da un concerto come quello di Lucca che, non a caso, é stato scelto per il box set Europe 2009, che io stessa ho recensito sul numero di Febbraio 2010 di <a style="color:green; text-decoration:underline" target="_blank" href=http://www.jamonline.it/pages/articolo.aspx?item_id=1318>JAM</a>, una delle più importanti riviste musicali italiane. Ciò che é accaduto quella notte rappresenta, a mio parere, una pietra miliare nella storia della DMB, un evento difficile da descrivere a chi non c´era. Non so se, solo ascoltando il triplo cd di Lucca presente nel box set, sia possibile coglierne la magia: un crescendo vertiginoso di energia e good vibes ha letteralmente sbaragliato ogni barriera tra una band ispirata ed in travolgente simbiosi con il pubblico, nella splendida cornice di un´accogliente piazza italiana, bella ed evocativa come solo le piazze italiane sanno essere. La DMB viene considerata la più grande jam band dell´attuale panorama musicale perché chi assiste ad un loro concerto cambierà per sempre I propri parametri e schemi mentali ed emotivi su cosa sia uno spettacolo live. Ma quello di Lucca non é stato solo un concerto, bensi uno di quegli eventi irripetibili che si ricordano per una vita intera. Trovo esaltante, ad esempio, che quella notte la DMB abbia sbalordito e conquistato per sempre moltissime persone che, tra le 8000 presenti, non avevano mai assitito ad un concerto della band di Charlottesville o che non la conoscevano affatto ma erano  li per caso, grazie al  prestigio e la fama del Summer Festival di Lucca o perché incuriositi dalla passione di qualche amico. <br><br><b>Che ruolo ha avuto Con-Fusion nella promozione della DMB in Italia? </b><br><br>Posso affermare con assoluta certezza che, da anni, Con-Fusion é diventata la principale macchina organizzativa che promuove la DMB in Italia, impegnandosi su due fronti: l´aggregazione dei fan e la promozione con le agenzie specializzate. Fin dalla sua nascita, Con-Fusion organizza ogni anno una convention nazionale dei fan, che si svolge generalemente durante un weekend e che include concerti con cover band, cene, contest con premi prestigiosi. Da questo punto di vista, siamo stati la prima Community al mondo a fare una cosa del genere e siamo senz´altro l´unica al mondo che, in occasione dei concerti  di Dave&Tim a Milano nel 2007 e della DMB a Lucca, cosi come  in occasione del tour italiano 2010, ha organizzato eventi che hanno avuto una risonanza internazionale, con la partecipazione di fan da tutto il mondo.<br>Nel 2007 abbiamo indetto l´ormai famosa petizione on line per riportare la band in Italia raccogliendo in brevissimo tempo 2500 firme. Per promuovere la petizione abbiamo utilizzato tutti I possibili veicoli di informazione, a partire dal passaparola sui social network, alla stampa specializzata e I media con cui abbiamo organizzato il prestigioso Rockfiles dedicato alla DMB   All´evento ha partecipato la Joe Busted Band  che, con la sua incessante e professionale attività live in tutta l´Italia, contribuisce da anni a promuovere la musica della band e ad aggregare I fan. Col tempo la collaborazione con I media e la stampa specializzata é diventata sempre più parte del nostro lavoro. Se fino ad alcuni anni fa, quando la DMB in Italia era solo un fenomeno di nicchia e non se ne parlava molto, soprattutto per via della sua lunga assenza nel nostro paese, Con-Fusion organizzava autonomamente diversi eventi promozionali corteggiando anche per mesi I giornalisti, adesso sono I giornalisti che vogliono collaborare con noi. Ecco quindi l´anteprima radiofonica nazionale dell´ascolto di Big Whiskey And The Groogrux King, quasi in contemporanea con gli Stati Uniti. Le interviste a Dave Matthews, le review dei concerti in Italia, dietro a tutto questo c´é sempre Con-Fusion. Da mesi siamo impegnati in uno degli eventi promozionali più prestigiosi e di cui siamo particolarmente orgogliosi: la proiezione ad offerta libera, nei cinema e nei teatri italiani, di The Road To Big Whiskey con sottotitoli in italiano. Questa iniziativa sta avendo particolare successo, al punto che stiamo organizzando una proiezione  presso il Museo Nazionale del Cinema di Torino.<br>Infine Con-Fusion ha ottimi contatti e relazioni col mondo discografico e con I principali promoter italiani, con cui ha collaborato attivamente durante ogni evento DMB in Italia. Con gli anni la passione che ha fatto nascere Con-Fusion, nel lontano 1998, rendendola la più longeva Community al mondo dedicata alla band di Charlottesville é la stessa che muove con professionalità ed affidabilità quello che non é più semplicemente un fan club, ma ha acquisito un ruolo ed un prestigio che, ad oggi, fa di noi il più organizzato fan club europeo, con una complessa rete di relazioni pubbliche che coinvolgono il mondo discografico, i promoter italiani, i media.<br><br><b>Racconta il recente tour italiano ed europeo 2010 dalla tua prospettiva</b><br><br>La DMB ha finalmente conquistato l´Europa. ´Fateci venire più spesso a suonare in Europa e ne riparleremo´ aveva dichiarato Dave Matthews in conferenza stampa a Lucca alla domanda su come mai la più grande jam band dell´attuale panorama musicale, campione d´incassi negli Stati Uniti, fosse in Europa ancora un fenomeno di nicchia. La band ha sfoderato tutta la sua solida classe, la sua passione per la musica suonata con gioia e divertimento sul palco, in forma smagliante e pronta ad intrigare, sorprendere e conquistare anche coloro –e sono tantissimi- che non avevano mai assistito ad un concerto della DMB e, d´ora in poi, non se ne perderanno uno quando ce ne sarà la possibilità. Credo che la band abbia bisogno di esplorare nuovi territori, di suonare al di fuori degli US, per non fossilizzarsi nella routine del summer tour. A loro piace soprattutto suonare e cosa c´è di più esaltante che farlo in giro per il mondo? A conferma della volontà di investire sul´ Europa, è stato finalmente inaugurato  lo store ufficiale europeo della DMB , con spedizioni dall´Inghilterra, che segna un punto di svolta cruciale per i fan europei, i quali potranno finalmente acquistare il merchandising e il materiale ufficiale della band senza oneri doganali e snervanti attese.<br>Quanto al tour italiano, Con-Fusion non può che essere orgogliosa di aver partecipato in prima persona, anche dietro le quinte, alla promozione della band in Italia ed all´organizzazione di questo tour. Abbiamo lavorato al massimo delle nostre potenzialità e continueremo a farlo<br>In più occasioni Dave Matthews ha recentemente dichiarato che è intenzione della band e del management includere l´Europa nel fitto calendario lice della DMB. Le premesse ci sono tutte.<br>.<br><br><b>Che influenza pensi abbiano avuto i recenti show del 2010 sulla fanbase italiana della DMB? Hai notato un incremento del numero di fan in Con-Fusion?</b><br><br>Già a partire dall´evento di Lucca Con-Fusion ha avuto una grossa visibilità, dimostrando di essere il punto di riferimento principale non solo per tutti I fan italiani, ma anche per la stampa specializzata ed I media, con cui siamo sempre stati in stretto contatto e che si rivolgono a noi per organizzare eventi DMB correlati. Non solo. Con-Fusion é diventata un punto di riferimento anche per I fan europei, con cui ha collaborato durante il recente tour 2010. Abbiamo un team di traduttori che fanno da interfaccia con il management americano e con I fan stranieri, per cui tutti I principali eventi da noi organizzati, le interviste, le review vengono tradotti in diverse lingue e messi a disposizione della comunità internazionale dei fan della DMB, grazie alla collaborazione che abbiamo da anni con Rodrigo Simas, webmaster di DMBrasil  (che, insieme a Con-Fusion, é l´unico fan club non statunitense ufficialmente riconosciuto dalla DMB), con le principali community americane (antsmarching.org e weeklydavespeak) e col forum europeo.   Questa popolarità si é tradotta anche in un´enorme incremento degli iscritti a Con-Fusion, che attualmente sono 1217 (contro gli appena 319 del forum europeo) con 641 fan della pagina facebook di Con-Fusion   e 2500 iscritti alla nostra newsletter. Sono numeri enormi per la piccola Italia, soprattutto se si pensa che la dedizione dei fan più attivi amplifica, attraverso I personali social network, il fiume in piena del passaparola, da sempre il principale veicolo di promozione della band.<br><br><b>Quanto spesso ti rechi personalmente in America per assistere agli show della DMB e da quando hai iniziato a farlo?</b> <br><br>Dal 2006 vado ogni anno in America per assistere almeno a due concerti del Summer Tour. Organizzo le mie vacanze estive in funzione delle date del Summer Tour. In genere vado in Florida e la mia location preferita é West Palm Beach, che oltre ad essere una splendida venue, orlata di palme, con suggestivi tramonti, ha un´acustica eccellente. Ho assistito al mio primo concerto della DMB a West Palm Beach nel 2006 e, pur essendo iscritta a warehouse, in quell´occasione ho comprato I biglietti su un sito americano pagandoli 300$ per data perché, naturalmente, ho voluto che il mio primo concerto fosse perfetto, in 2 row, a pochi metri dal palco. <br>Quest´anno ho optato per la California. Non sono mai stata al Gorge e so quanto sia suggestiva quella location, ma a me personalmente non attrae, la trovo troppo dispersiva e gigantesca ed ho sempre immaginato il Gorge come un posto bellissimo da visitare ascoltando la DMB in sottofondo che suona a mille miglia di distanza come un puntino sullo stage. Non fa per me, che attraverso l´oceano appositamente per assistere, nelle migliori condizioni possibili, ad un concerto della DMB.<br><br><b>Qual è stato il tuo momento preferito in quest anni riguardo alla DMB?</b> <br><br>Ce ne sono molti, davvero. Sicuramente non dimenticherò mai il primo concerto di Dave Matthews solo a Birmingham, nel Maggio 2006. Ricordo con precisione di essere rimasta attonita e rapita dalla sua straordinaria presenza scenica per quasi tutta la durata del concerto. Cosi come non dimenticherò mai il mio primo concerto DMB a West Palm Beach, nell´agosto 2006. Il momento e la maniera in cui la band si presenta sul palco all´inizio del concerto é semplicemente da togliere il fiato, ancora adesso che di concerti ne ho visti tanti. Tutte le volte in cui ho chiacchierato con Dave, con la band e con la crew. Un pomeriggio  dell´estate 2007 trascorso nella piscina dell´hotel della band a West Palm Beach. La familiarità che si é creata con gli anni. Il tour italiano 2010 vissuto soprattutto all´interno della sua organizzazione. Le persone straordinarie che ho conosciuto, in Italia e in tutto il mondo, grazie alla DMB e con le quali ho condiviso tutto questo. <br><br><b>Che importanza ha la registrazione degli show della DMB nella community italiana?</b><br><br>Moltissimo.  Al punto che Con-Fusion può contare su  due taper professionisti, Paolo Siconolfi e Roger Salem - i ´Digital Brothers´-   riconosciuti a livello europeo ed extra-europeo per l´eccellenza delle loro registrazioni di tutti I tour di Peter Gabriel. Paolo Siconolfi é, inoltre, un grande fan della DMB. I Digital Brothers hanno registrato il concerto di Dave Matthews e Tim Reynolds tenutosi a Milano il 4 Marzo 2007. Paolo ha registrato il concerto della DMB tenutosi a Lucca il 5 Luglio 2009, il concerto della DMB a Milano nel recente tour europeo 2010 e sta curando le registrazioni effettuate dai colleghi a Roma e Padova. Abbiamo due responsabili della sezione taping trading, Emaneuele Signori e Robert Lohner e ci atteniamo alle direttive della policy della DMB. Robert Lohner é, tra l´altro, anche  il nostro uploader su dreamingtree.org. Gli show italiani vengono, quindi, sempre registrati, ad altissima qualità, e messi a disposizione della comunità internazionale dei fan della DMB.<br>Allo stesso tempo, seguiamo tutti I tour della DMB anche attraverso le registrazioni. Nel forum di Con-Fusion abbiamo una sezione riguardante la DMB in tour molto accurata, con il calendario dei concerti, le set list, le informazioni sulle location, sugli opener, su dove reperire le registrazioni, foto, commenti…Le principali news vengono poi postate sulla home page del sito, sulla pagina Facebook di Con-Fusion e inviate attraverso la nostra newsletter. Per I fan italiani che non hanno l´opportunità, come avviene in America, di assistere a diversi concerti della DMB, é un modo di seguire, attraverso le registrazioni, la continua evoluzione della band che non é mai uguale a se stessa, non solo da un summer tour all´altro, ma spesso all´interno dello stesso summer tour.<br><br>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.davematthewsband.it/news.asp?id=204]]></link>
<pubDate>Dom, 2 Maggio 2010 0:0:00 +0100</pubDate>
<guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.davematthewsband.it/news.asp?id=204]]></guid>
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<item><title><![CDATA[15 minuti con Dave. Prima, durante e dopo l´intervista.]]></title>
<description><![CDATA[Mancano pochissimi giorni al concerto di Milano e al relativo weekend con-fusionario. Sono al telefono con Corsina che vuole definire gli ultimi dettagli logistici: ‘Vieni? Quando vieni? Come vieni? Dai, vieni in macchina. Vieni sabato´. Superflue inezie dell´ultimo minuto, insomma.<br>Mentre parliamo riceve una telefonata dal Buscadero e mi saluta in fretta. Mi richiama dopo pochi minuti un po´ preoccupata perché a quanto pare, per imprevisti dell´ultimo minuto, non ci sono giornalisti disponibili per l´intervista face to face con Dave Matthews che ha fatto avere alla rivista. ‘Che problema c´è?´, penso, ‘la faccio io!´, dico. Fa seguito una complicatissima, laboriosa e cervellotica organizzazione che si svolge più o meno così: ‘ma scherzi o sei seria?´ ‘sono seria´ ‘ok, lo chiamo´; lo chiama; ‘fai l´intervista a Dave´ ‘va bene´. In due minuti netti tutto è deciso. <br>Mi sembra di aver metabolizzato serenamente l´idea fino a cena, quando mi rendo conto che, mentre racconto rapita l´accaduto a mio fratello, sto masticando un petto di pollo e ne ho già inghiottiti quattro. Niente di strano, se non fossi rigorosamente vegetariana da alcune settimane. <br><br>Domenica e lunedì mattina preparo l´intervista, aiutata dai preziosissimi consigli di Corsina, che sa già cosa Dave risponderà a ogni domanda, e di Benedetta, con cui condivido un´esilarante simulazione in inglese. Non sarei tanto preoccupata, se tutti non mi dicessero in continuazione di non preoccuparmi. ‘Stai tranquilla!´. Ma io ERO tranquilla! <br>Lunedì pomeriggio, mentre il taxi ci porta al PalaSharp, non avrei comunque le energie per agitarmi: sono due notti che dormo pochissimo e non mangio niente dalla sera prima; la stanchezza ha la meglio su qualsiasi altra cosa. E poi non sono preoccupata davvero. Se ho qualche pensiero, riguarda solo il fare bene l´intervista: non ne ho mai fatta una; dovrò usare un registratore non mio che non avrò tempo di provare; funzionerà? Dovrò essere professionale ma allo stesso tempo non voglio che si crei un´atmosfera troppo formale; ci riuscirò? Il pensiero che sarà Dave l´intervistato per assurdo mi tranquillizza: non l´ho mai incontrato prima, non l´ho neanche incrociato in occasione dei concerti passati, eppure sono sicura che mi sentirò subito a mio agio, e proprio grazie a lui.<br><br>Arriviamo al PalaSharp con un po´ di anticipo e accompagno Corsina alla ricerca del tour manager a cui deve consegnare i regali. Pioviggina e fa freddissimo dentro la giacchetta primaverile che ho ottimisticamente portato a Milano. Un sorridente ragazzo dai lunghi ricci castani esce dal container (è proprio un container) del catering e ci chiede se abbiamo bisogno di qualcosa. Corsina gli spiega che deve incontrare G. e lui si offre di andare a cercarlo. Scompare nell´enorme cupola grigia del palazzetto e ne esce pochi minuti dopo dicendo che l´ha fatto chiamare via ricetrasmittente e sta arrivando. La sera, durante l´opening act, ritroveremo il nostro gentile aiutante sul palco: non si trattava di un membro della crew bensì di Terry Wolfers, bassista degli Alberta Cross. E chi lo sapeva? <br>Un´altra breve, gelida attesa e finalmente la testa colbacco-munita di G. sbuca da una porticina. Corsina entra per consegnargli i pacchi e io li saluto perché mancano dieci minuti all´appuntamento dei giornalisti con gli addetti della Warner che ci scorteranno dentro il palazzetto. Mentre esco vedo i tanti Con-fusionari in attesa all´ingresso-braccialetti, ma non ho tempo di fermarmi a salutare nessuno. Livio mi spiega in fretta come impostare il microfono del registratore che mi ha prestato. Sta aspettando di avere il via libera per entrare nel backstage ed è sulle nuvole: gli chiedo due volte da che lato mi conviene passare per andare alla cassa dall´altra parte del palazzetto, ma non è in grado di intendere e di volere. Così lo saluto e decido di scegliere il lato sbagliato: un prato completamente infangato che percorro in fretta, saltellando da una macchia erbosa all´altra. <br>Alla cassa accrediti ci sono già gli altri giornalisti che intervisteranno Dave: tutti uomini. Questo gioca a mio favore per il ‘fattore-intenerimento´, come prospettato da Corsina e Benedetta. Veniamo scortati all´interno e ci sediamo sugli spalti ancora deserti. Ritrovo Livio e Corsina, che si aggirano senza meta pensando a come sfruttare il loro all access nell´attesa del meet & greet. Ci scambiamo i nostri pareri sulla dubbia estetica del PalaSharp. Immagino come sarebbe bello, però, improvvisare un remake del video di You and me, con tutti i Con-fusionari a riempire i seggiolini blu. Ma il loro posto oggi sarà nelle prime file: faccio in tempo ad assistere all´impetuoso ingresso dell´ondata con-fusa che si riversa a ridosso delle transenne. Uno dei giornalisti di fianco a me commenta: ‘ma questi chi sono, sono stranieri?´ Forse non ci si aspetterebbe un tale copioso entusiasmo da parte dei fan italiani. Ci viene comunicato che le interviste si faranno nel camerino di Dave. Appena finiranno le TV toccherà a me. Avrò a disposizione 15 minuti. <br><br>Vengo accompagnata nel backstage e aspetto una decina di minuti in uno stretto corridoio, lungo cui aleggia il suono del sax di Jeff Coffin che sta provando dietro una delle numerose porte. Arriva Carter sfoggiando i suoi trentadue denti smaglianti e un paio di enormi cuffie. Poco dopo esce Jeff, sax al collo; si affaccia all´interno del palazzetto, scambia due parole con un membro della crew e si incammina nuovamente verso il suo camerino. Passando incrocia il mio sguardo e mi rivolge un ‘Hi!´ e un sorriso che rimbalzano sulla mia bocca in modo contagioso. L´atmosfera è permeata di good vibes. Una porta sulla sinistra si apre e il ragazzo che mi accompagna mi fa cenno di seguirlo. Escono i giornalisti di La7 con la loro ingombrante attrezzatura ed entro io. <br><br>Dave è in piedi al centro del camerino e la prima cosa che mi colpisce è la sua immensità. Non si tratta solo della sua altezza e della sua imponenza, è qualcosa di più: un´intangibile emanazione che lo fa percepire ancora più grande, come se la sua presenza si espandesse, oltre i confini fisici, in tutta la stanza. Mi viene incontro e mi accoglie con un sorriso mentre i suoi occhi, più che guardare, mi scrutano in modo tutt´altro che fastidioso. Un collaboratore mi chiede il nome del ‘mio´ giornale e quando rispondo ‘Buscadero´ dice a Dave ‘eravate sulla copertina di questa rivista il mese scorso´. Gli consegno subito la copia del numero di febbraio con la traduzione di Benedetta e Carla. Dave indica la fotografia facendo una battuta sui tremendi capelli che aveva quel giorno e scoppiamo a ridere. Mi chiede come mi chiamo e quando rispondo ‘Elena´ lui ripete con aria interrogativa ‘Elèèèna?´ Lo correggo in tono scherzosamente arrabbiato: ‘No, Èlena!´ Ritenta: ‘Elèèèna!´ Ormai è una questione di principio per me: ‘No, Èèèlena!´ Finalmente lo pronuncia in modo corretto e quando mi congratulo con un caloroso ‘Yeah!!´ ripete a raffica ‘Èèèlena! Èèèlena!´  con un pathos esagerato, accompagnato dalla sua gestualità pantomimica. E´ un inizio decisamente buffo, non potevo chiedere di meglio. <br>Si siede sul divano; di fronte ci sono due poltrone al di là di un tavolino zeppo di fogli. Gli chiedo dove posso sedermi mentre mi avvicino a una delle due poltrone, ma lui dà due pacche sul divano e mi dice ‘qui, qui!´. Mi siedo accanto a lui e sistemo i due registratori sul tavolino: spiego che ne ho due perché uno a volte non funziona. Infatti farà cilecca. Mentre posiziono microfono e intervista gli chiedo come sta e se è contento di essere di nuovo in Italia. Lo è, e molto. Prima di iniziare gli spiego che oltre a essere l´intervistatrice per il Buscadero faccio anche parte di Con-Fusion. Lui annuisce sorridendo: ‘Oh, nice!´ Lancio un´occhiata ai suoi fogli: sono pieni di disegni e scarabocchi. Su di uno sta abbozzando la setlist del concerto. Gli chiedo se vuole ancora un attimo o se possiamo iniziare e si solleva immediatamente dal foglio esclamando ‘No, no!! Comincia!!´ come se non ci fosse neanche da chiedere. <br><br>I quindici minuti successivi volano, e quello che contengono lo potrete leggere sul Buscadero di aprile. Qui riporterò solo le annotazioni che non ho inserito nell´articolo, ritenendole poco interessanti per il lettore medio del ‘Busca´. <br>Dave ascolta le mie domande fissandomi con un´espressione che sembra voler dire ‘ma cosa stai dicendo?´. Invece si tratta della sua tipica faccia in modalità-massima-attenzione. Quando gli faccio la domanda sulla recitazione di colpo mi fissa facendo scattare il famoso sopracciglio, tanto che mi fermo un attimo guardandolo con aria interrogativa per capire se ho detto qualcosa di sbagliato. Lui si rende conto di avere un´espressione ambigua, perché riabbassa subito il sopracciglio e si distende dicendomi ‘sì-sì-sì continua!´. <br>Alla fine di ogni domanda, il suo magnetico silenzio si trasforma in una cascata di parole, accompagnata da un fitto gesticolare. Risponde con un trasporto e un´energia che racchiudono tutta la sua serietà e disponibilità. Ogni tanto, di colpo, si ferma a riflettere cercando le parole giuste: attimi sospesi in cui il suo sguardo si perde lontano e mi viene quasi da trattenere il respiro per non disturbare con il minimo rumore la sua concentrazione. In un paio di occasioni, prima di cominciare a parlare, traccia scarabocchi su un foglio finché dalla sua biro prende forma la parola chiave della sua risposta. <br>Ho in borsa una penna, ma rinuncio subito a prendere appunti: il registratore farà il suo lavoro e non voglio intaccare l´atmosfera che si è creata, a metà strada tra un´intervista e una lunga chiacchierata. Mi sembrerebbe fuori luogo fissare un foglio mentre mi parla. E poi, dopo tutta la fatica per ottenere l´intervista ‘face to face´, stare faccia a faccia con lui mi sembra il minimo! Inaspettatamente riesco a sostenere il suo sguardo per tutto il tempo, cosa che a volte mi è difficile persino con gli amici. Essere lì su quel divano mi sembra la cosa più naturale del mondo, è come se ci fossimo già incontrati tante volte prima. <br>Nell´articolo riporterò solo domanda-risposta per una questione di leggibilità (soprattutto conoscendo la grafica editoriale del giornale), ma durante le sue risposte e tra una domanda e l´altra ci sono molti scambi di battute. Quando parliamo dell´artwork di Big Whiskey non posso non fargli i complimenti per quel capolavoro. Mentre parla di LeRoi gli ricordo la bellissima frase tratta dal documentario di Erickson in cui si dice che quando suonava dava l´impressione di essere da un´altra parte, e da questo spunto inizia il suo bellissimo confronto tra Roi e Jeff. Alla parola ‘Lucca´ esplode il suo entusiasmo, non mi lascia neanche finire la domanda e inizia a ricordare quella ‘great night´. Gli dico che è stato il concerto più lungo della storia della DMB e si fa attento e stupito perché non ne aveva idea. Nelle interviste successive, su Rockol e Radio Due ad esempio, sarà lui a dirlo agli intervistatori rispondendo alla domanda di rito sull´epico concerto.<br>Un quarto d´ora dura meno di quanto pensassi, e quando mi viene comunicato che mancano due minuti ho ancora tantissime domande in scaletta. Ne scelgo tre, tra cui una fortemente voluta dal giornale e due che tocchino argomenti diversi, per riuscire a mantenere, nonostante il ristretto numero di domande, la varietà che avevo cercato di creare all´interno dell´intervista. La gentilezza di Dave non ha limiti: osservando il foglio con le domande rimaste mi chiede scusa per le lunghe risposte che ha dato. Finita l´intervista si alza per ringraziarmi e dirmi che è stato un grande piacere conoscermi. Va tutto al contrario o sbaglio? <br>Chiedo se posso fare un paio di foto per il giornale. Nonostante il tempo sia scaduto e varie persone stiano entrando nel camerino per preparare l´intervista successiva, tutti sono molto disponibili e mi lasciano ancora un minuto. Ovviamente tiro fuori la macchina fotografica e… non si accende. E´ la giornata fortunata per le tecnologie: uno dei due registratori dopo la prima domanda ha smesso di registrare, cosa che ha notato anche Dave (‘Questo non funziona? Come mai?´). Per fortuna ho in borsa anche la telecamera. La prendo al volo e scatto due foto a Dave. Torno sul divano per una veloce foto insieme a lui, ringrazio tutti e saluto. Raccolgo le mie cose ed esco più in fretta che posso per non sforare. Così in fretta che fuori mi accorgo che la telecamera sta sfidando la forza di gravità per non cadere dalla borsa, e che ho dimenticato sul tavolino i fogli con le mie domande. <br><br>Quando esco passo dal parterre per salutare Fede e qualche Con-Fusionario nelle prime file. Proprio adesso che tutto è finito ed è andato per il meglio mi vengono tutte le ansie del mondo: il registratore di Livio avrà funzionato? Non so come riascoltare la traccia e ho paura di cancellare il file; lui è al meet & greet, quindi fino alla fine del concerto non potremo controllare ci sia tutto. Per sicurezza decido di annotare a mente fresca quello che riesco a ricordare. Ma non ho fogli, li ho dimenticati nel camerino! Nicola, un amico di Domenico, mi offre l´unica cosa cartacea che possiede: un giornalino con gli eventi milanesi. Vado a sedermi sugli spalti, dove decido di assistere al concerto essendo esausta, e inizio a scrivere alla velocità della luce, ma… senza luce: gli Alberta Cross hanno iniziato a suonare e il PalaSharp si è spento. Dietro di me c´è Denis che, impietosito, mi presta il suo iPhone per farmi luce con il display. Riempio i margini del giornale con fitte frasi scritte in ogni forma e direzione. Ovviamente a fine concerto scoprirò che tutto è stato registrato alla perfezione e le mie ansie erano vane. <br>Mentre chiacchieriamo Denis mi chiede com´è andata l´intervista e mi dice che darebbe qualsiasi cosa per incontrare Dave un giorno. Pochi minuti dopo Corsina viene a sedersi accanto a me e, ignara di tutto, dopo aver visto la bellissima maschera che Denis indosserà a Padova, lo inserisce nella lista per il meet & greet veneto. Sono contenta per lui, per me, per tutti quelli che lungo la settimana avranno la possibilità di incontrare Dave, salutarlo, regalargli le proprie creazioni, vederlo suonare a pochi metri. Contenta, ma troppo esausta per godermi il concerto. Ho già il rimorso per la mia assenza a Roma e Padova, ma non potrò proprio esserci.<br><br>I giorni successivi sono stracolmi dei ricordi dell´intervista, della serata, del surreale weekend milanese, ma sono anche tempestati dai racconti di chi ha assistito alle date successive, che sembrano essere una continua escalation. Se non vedo un altro concerto implodo, lo sento. Che fare? Semplice, andare a Londra il 6 marzo. <br><br>Nel giro di un paio di giorni organizzo tutto: voli, visita a Riccardo a Oxford, e soprattutto biglietti per il concerto: il parterre è esaurito e io devo averlo. Benedetta mi mette in contatto con Diego, che è nella mia stessa situazione. Tra funambolici acquisti online, spedizioni aleatorie e email strappalacrime ci ritroviamo con quattro biglietti in due. Ma ‘l´importante è esserci´: ce la raccontiamo così. <br>Sabato mattina atterro a Luton, dove vengo rapita da Corsina su un taxi color melanzana che ci porta a Londra. Alla guida, un tassista indiano dall´inglese incomprensibile che vuole essere assolutamente sicuro che capiamo dove si trovano i magazzini Harrod´s. <br>Corsina vuole farmi avere un pass per il backstage. Sottointeso che mi piacerebbe tantissimo, ma sono un po´ combattuta perché ho appuntamento all´O2 Arena con Riccardo, che viene da solo al concerto e mi ospiterà a Oxford la notte, e non voglio abbandonarlo. Ma riusciamo a cambiare i programmi della giornata: si dirige anche lui verso l´albergo di Corsina e ci troviamo tutti nella hall dove chiacchiereremo per un paio d´ore aspettando Benedetta, Diego e Rodrigo, che in realtà per tutto il tempo è in una stanza proprio sopra le nostre teste. A quanto pare le receptionist fanno parte di un complotto per impedire che lui e Corsina si incontrino. <br>Altro taxi altra corsa. Attraversiamo tutta Londra diretti all´Arena. Corsina entra per ritirare i pass e torna con il terzo per me: a quanto pare oggi mi chiamerò Corsina Androiano e con un po´ di fortuna saluterò di nuovo Dave. Insieme a Benedetta andiamo subito nel backstage. Corsina saluta J. e gli spiega che vorrebbe presentarmi al tour manager. O meglio vorrebbe dirgli questo, ma in inglese gli dice ‘I want to present Elena to G.´; una specie di ‘voglio regalare Elena a G.´ J. urla: ‘G., c´è una ragazza in regalo per te, da portare in Virginia!´ Scoppiamo tutti a ridere e gli dico ‘Per me andrebbe benissimo!´<br>Rimaniamo ad aspettare che G. si liberi e vedo con la coda dell´occhio un´inconfondibile figura uscire da una porta: è Dave, ‘l´uomo perennemente appena sveglio´, che ci viene a salutare. Mi riconosce, cosa che non mi aspettavo anche se sono passati pochi giorni da Milano. Ci chiede come stiamo, distribuisce baci sulle guance mie e di Benedetta e vedo Corsina scomparire dietro di lui avviluppata in un abbraccio. Sono contenta di incontrarlo in una situazione più informale rispetto a quella di Milano: lì, anche se l´atmosfera era tutt´altro che tesa, eravamo comunque calati nelle parti di intervistatrice e intervistato. Qui siamo solo Èèèlena e Dave. <br>Corsina gli regala una copia di Scratch my back e gli chiediamo come mai non abbia preso parte al progetto, dal momento che Peter Gabriel voleva contattarlo. Risponde stupito che non ne sapeva niente. Facciamo qualche battuta sul fatto che forse Peter si è dimenticato di chiamarlo e io chiedo a Dave se la sua segreteria telefonica funziona. Risponde di sì sorridendo, mentre J. ride di gusto. Un po´ disorientato, alla fine Dave ci chiede ‘ma quindi non ci sono in questo cd giusto?´ ‘no…´ ‘ok.´ Lo salutiamo e rinunciamo a incontrare G.  Mentre camminiamo lungo il corridoio ci passa a fianco Tim, che con fare galante ci tiene aperta la porta invitandoci a passare prima di lui e ci chiede ‘Come state oggi?´. Nei minuti passati nel backstage tra Milano e Londra non ricordo di aver avvertito neanche per un attimo, da parte di nessuno, una sensazione che non fosse di gentilezza, rilassatezza e simpatia. <br>Mentre usciamo penso a quanto sia buffo che alla fine non siamo riuscite a salutare G., ma abbiamo casualmente incontrato Dave e Tim. Raggiungiamo Riccardo e Diego al pub, dove finalmente pranziamo (sono le 6). Poi ci dividiamo e ci appostiamo per il concerto. Io e Benedetta approfittiamo del pass per entrare nel parterre prima dell´apertura dei cancelli, e ci appropriamo del centro della transenna. Attorno a noi si posizionerà un gruppetto di sfegatati - alcuni alticci - fan provenienti da Canada, Germania e Inghilterra: una delle più spassose compagnie che mi sia mai capitata vicino. Vedendo i pass che abbiamo al collo ci chiedono come li abbiamo avuti e ascoltano interessati mentre gli spieghiamo cos´è Con-Fusion e raccontiamo delle iniziative organizzate grazie al prezioso lavoro dello staff. Di fianco al palco compare Corsina, che viene a presentarci Rodrigo. Purtroppo non abbiamo modo di chiacchierare, ma il brevissimo incontro è sufficiente per confermare a pelle la splendida persona che è. <br><br>Poco dopo, a un paio di metri dal nostro naso, Dave e colleghi fanno esplodere il miglior concerto della DMB a cui io, nel mio piccolo, ho assistito. E uno dei tre più belli della mia vita. Lo dico sempre, lo so, ma questa volta è vero! Prima del concerto, con Benedetta, fantasticavo di andare alla data di Manchester il giorno dopo; a fine serata, sull´ennesimo taxi che ci porta verso Victoria Station, non ne sento più il minimo bisogno. Ci sono i bei concerti, quelli che ti lasciano la sensazione di volerne subito ancora. E poi ci sono eventi irripetibili che ti fanno sentire appagato per un anno intero. Nella mia testa, però, ronza la domanda che tutti noi non riusciamo a trattenere: ma quando tornano?<br>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.davematthewsband.it/news.asp?id=191]]></link>
<pubDate>Sab, 27 Marzo 2010 0:0:00 +0100</pubDate>
<guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.davematthewsband.it/news.asp?id=191]]></guid>
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<item><title><![CDATA[On the road con la DMB. Notizie dal backstage]]></title>
<description><![CDATA[Il taxi che mi riporta a Luton odora di cannella. Il simpatico tassista mi offre del cioccolato ed osserviamo che, a dispetto del gelo pungente, <b>Londra</b> sfoggia un cielo insolitamente azzurro e assolato. Il mio lavoro on the road è terminato e posso lasciarmi andare ad un torpore sonnolento che odora di cioccolato e cannella.<br><br>Poche ore prima, sul palco della splendida <b>Arena o2</b> di Londra, la <b>Dave Matthews Band</b> ha sfoderato una delle sue migliori e solide performance svettando a livelli stellari. Set list da togliere il fiato. Improvvisazioni e arrangiamenti di altissimo livello. Band straordinariamente in forma e affiatata. Pubblico in standing ovation dappertutto, anche sugli spalti più distanti, definitivamente travolto nel vortice di un impetuoso tornado. <br><br>Ma cosa accade dietro le quinte della più grande jam band dell´attuale panorama musicale? Basta trascorrere qualche giorno nel backstage per rendersi conto dell´impalcatura organizzativa che sorregge, agilmente easy eppure impeccabilmente ferrea, uno degli spettacoli live più emozionanti cui si possa assistere.<br><br>La crew della DMB ha un´organizzazione concentrica, con diversi anelli gerarchici di accesso, cui corrispondono ad esempio diverse e precise tipologie di pass, che la rendono sostanzialmente molto chiusa. Tutto ciò che accade durante un qualsiasi tour della DMB, in patria o all´estero, è sotto il totale controllo del management americano. Tutto. Nulla è lasciato al caso. Nulla viene fatto per caso. E soprattutto nulla viene delegato totalmente al promoter locale, chiunque esso sia. In America la DMB può permettersi di essere indipendente dai promoters e dalle comuni leggi del mercato discografico, arrivando a rifiutare proposte di contratti in esclusiva con chichessia, anche con la potente <b>Live Nation</b>. Fortemente indipendente ed oculatamente autocentrata ed autonoma, da sempre la DMB si promuove da sola, accrescendo esponenzialmente la sua fama con il convulso ed entusiasta passaparola dei fan.<br><br>E nel resto del mondo le cose non vanno diversamente. L´organizzazione di un tour extra-US è affidata al promoter locale per ciò che riguarda la promozione del tour in senso stretto ed alla casa discografica per ciò che riguarda la promozione della band. Ma la <b>Sony-BMG</b> e, in Europa, la <b>Warner Music</b>, sono semplici distributori della discografia della DMB e non hanno, quindi,  particolari interessi economici. Per di più, a livello europeo, esiste una parcellizzazione della label e del suo legame con la DMB, che è molto forte in Inghilterra o in Germania e del tutto inesistente in Italia. Se a ciò si aggiunge la caratteristica di scarsa ´accessibilità´ al cuore pulsante della macchina organizzativa da parte di sconosciuti interlocutori che il management, per mantenere alto il livello di professionalità, deve filtrare alla luce di una innata diffidenza, ecco che il cerchio si chiude.<br><br>In Italia, in questi anni, <b>Con-Fusion</b> ha attraversato, con un paziente ed organizzato lavoro promozionale, tutti i livelli gerarchici di accesso, arrivando a conquistare la totale fiducia del management e, di conseguenza, un posto di rilievo nel cuore pulsante organizzativo della crew. Al punto da aver svolto il ruolo di filtro nell´accesso perfino della stampa. Non esiste in Europa un´organizzazione come la nostra ed è questo il motivo per cui, in tutto il tour europeo, Con-Fusion ha ottenuto all access, partecipando attivamente nel backstage all´organizzazione di tutto ciò che i fan italiani hanno ottenuto: ingressi anticipati con braccialetti (che altrove, come negli show inglesi, hanno ottenuto solo i membri Warehouse), meet&greet con Dave Matthews in tutte e 3 le date italiane (che altrove non c´è stato), la partecipazione alla registrazione del mini live acustico di Dave e Tim a Radio 2, il contatto diretto e la gestione della stampa. <br><br>Il viaggio verso Luton è discretamente lungo e nella mia mente si affollano i ricordi e le immagini di ciò che è accaduto e la scaletta di ciò che accadrà. E ciò che accadrà è già il lavoro di oggi.<br><br><b>Milano 22 Febbraio 2010 ore 17</b>. Una gelida e persistente pioggerellina intirizzisce me ed Elena davanti all´ingresso di servizio del <b>Palasharp</b>. Poco dopo mi raggiunge G.T., Tour Director della DMB, Elena si dirige al punto di incontro della stampa ed io seguo il Tour Director per gli squallidi meandri del palazzetto. ´Che posto orribile, sei mai stata a un concerto qui?´ osserva. Come dargli torto. Mi consegna gli all access per me, Livio e Benedetta e ci dirigiamo nel quartier generale della crew. B.G, il Tour Manager, è di una simpatia accattivante. Ognuno ha compiti precisi e si muove secondo uno schema, pronto ad accogliere con flessibilità proposte interessanti anche dell´ultima ora. Nelle mie passate esperienze di backstage non ho mai visto un´organizzazione cosi solida e snella, neanche nei tour di Peter Gabriel, che notoriamente è molto esigente e preciso fino alla maniacalità. Mentre il lavoro ai mac e ai cellulari ferve, compresa la messa a punto della rete wireless della DMB Production, consegno la rassegna stampa che mi hanno chiesto ed i regali per la band e la crew. Il tutto viene prontamente raccolto da C., che sembra sbucata dal nulla, e distribuito ai rispettivi destinatari. Ci raggiunge J.H. il responsabile della security americana in bermuda e, con S.F. al telefono, il manager europeo, coordiniamo il meet&greet. Nel frattempo, col responsabile della security della D&G, mettiamo a punto gli ultimi dettagli dell´ingresso anticipato coi braccialetti. Mi confermano che il meet&greet ci sarà in tutte e 3 le date italiane per 10 membri di Con-Fusion. J. mi consegna i 10 pass per il meet&greet di Milano con le istruzioni per l´incontro. Recupero Livio, consegno i pass e rientriamo. Incrociamo D. P. la security personale della band, apparentemente seduto in totale relax. In realtà, anche lui sta lavorando: in quel momento il suo compito è sorvegliare la porta d´ingresso perché stanno arrivando i guys. Dopo l´ingresso di Carter e Stefan, incrociamo A.S., il responsabile del merchandising, che arriva trafelato con i poster per Con-Fusion. Mi chiede se siamo contenti della menzione di Con-Fusion sui poster di Milano e Roma e quando li voglio ritirare. Ci accordiamo per Padova, il cui poster non ho ancora visto. Intanto sono arrivati i giornalisti che parteciperanno ad una mini press conference con Dave. Con loro c´è Elena, che invece ha ottenuto una face to face di un quarto d´ora ed il cui articolo sarà pubblicato sul numero di Aprile di Buscadero. Come concordato, dopo la presentazione degli <b>Alberta Cross</b> da parte di Dave, ci sarà il meet&greet. J. ci conduce in una stanza piastrellata di bianco il cui squallore si riempirà poco dopo della calda presenza di Dave, sempre accompagnato da D. e Monk, il suo assistente personale. Dave ama circondarsi del calore dei suoi fan e, come avrò modo di scoprire nelle chiacchierate che ho avuto con lui, sa perfettamente tutto ciò che Con-Fusion ha realizzato. ´Dave sa essere molto carino con chi sa che lo aiuta e lo sostiene´ mi dirà a Londra un membro della crew. Mi colpisce soprattutto la sua capacità di interagire, in pochissimo tempo, con ciascuno, le sue osservazioni mai banali e scontate, la sua personalissima sensibilità che lo porta a cogliere, per ciascuno, un sintetico particolare descrittivo. E´ difficile da spiegare, ma le provenienze delle osservazioni di Dave sono davvero singolari e paragonabili al ritrattista che in due o tre pennellate ti restituisce un´immagine a cui non avevi minimamente prestato attenzione prima. Più volte, in quei giorni, mi avvolgerà nel suo caldo abbraccio trasmettendomi tutta la sua stima ed il suo affetto. Eppure, dopo anni, riesce ancora a stupirmi quando, al termine dell´ultimo meet&greet, quello di Padova, mi guarda serio e sinceramente grato e mi dice ´grazie per aver organizzato tutto questo´, indicando con un gesto della mano i Con-Fusionari ed alludendo ai suoi incontri con i fan.<br><br><b>Roma 23 Febbraio ore 14.30</b>. In uno degli studi di <b>Radio2</b> sta per essere registrato il tanto atteso mini live acustico di Dave e Tim. Evento rarissimo, specie in Italia, fortemente voluto da Mimmo D´Alessandro, con la partecipazione di Gerardo Panno e la redazione di Moby Dick, entrambi impegnati a Sanremo. L´atmosfera è sempre molto easy, ma anche li niente è lasciato al caso. Monk fa il suo lavoro, con estrema serietà e in silenzio, senza neanche prestare attenzione a noi. Dave e Tim mettono a punto nel soundcheck gli ultimi dettagli tecnici, precisi, veloci. Il tempo di chiacchierare qualche minuto con Gerardo e Silvia Boschero, la spigliata e simpatica conduttrice, ed è già ora. Non capita tutti i giorni di ascoltare <b>Dave Matthews</b> e <b>Tim Reynolds</b> suonare a pochi centimetri di distanza e porterò sempre dentro di me il ricordo indelebile di questa preziosa esperienza. Tim Reynolds, insieme a Jeff Coffin e Carter, è sicuramente tra i più simpatici componenti della band. Straordinariamente affabile, sinceramente interessato al contatto diretto con i fan, sempre sorridente. Tutte le volte che lo incroceremo nel backstage sarà lui il primo ad avvicinarsi e salutare. Il tempo stringe e S. ha fretta, ci regala il plettro di Dave che cerca di strappare alla conversazione perché sono in ritardo. Naturalmente non scorderò mai la mia conversazione con Dave. Siamo ancora abbracciati e devo praticamente parlargli all´orecchio per farmi capire nel chiacchiericcio generale. Non gli ho mai chiesto niente di personale, lui lo sa, ma non vorrei che andasse via dall´Italia senza aver cantato almeno una volta Warehouse, la mia canzone preferita. <br><br>Per la verità siamo in ritardo anche noi che dobbiamo sintonizzarci coi tempi della band e della crew. Ma quali sono i tempi?<br>Il <b>touring day</b> ha un programma, scandito fin dal mattino, che viene appeso nei punti strategici del backstage, in modo che tutti sappiano quali sono i loro compiti e quando svolgerli. A Milano il programma prevedeva la partenza subito dopo lo show e 7 ore di viaggio per i bus. Il ché vuol dire smontare non solo la strumentazione ma tutto l´armamentario della DMB production, mettersi in viaggio per Roma e rimontare tutto. La band viaggia invece con aereo personale. Per ovvi motivi di tempo a Roma non è previsto il soundcheck. Ma <b>Jeff ´Bagby´</b>, J e I, i tecnici del suono, hanno fatto miracoli al Palalottomatica, tristemente noto per la sua pessima acustica, diradando, con impeccabile professionalità, le dense nubi e gli indistinti impasti  che offuscavano lo scintillio dell´architettura sonora della DMB.  Alle luci quel genio di <a style="color:green; text-decoration:underline" target="_blank" href=http://www.davematthewsband.it/news.asp?id=38&t=4>Fenton Williams</a>, in sintonia perfetta con gli umori, i colori e le emozioni della band, anche nella dimensione più minimalista degli stage europei rispetto a quelli del summer tour americano.<br><br>L´appuntamento con Benedetta, Betty per Dave, è alle <b>17 al Palalottomatica</b>. Incontriamo K., che insieme a C. è una delle <b>´Production Ladies´</b>. Sta stirando le camicie di Dave. Perché la crew è anche una family road molto efficiente ed affiatata. Siamo nel corridoio delle dressing room di ciascun componente della band, ossia i luoghi generalmente proibiti, insieme allo  stage, anche a chi ha l´all access pass. Ma nessuna porta sembra ci sia preclusa. J e D, che per mestiere si attengono a precise disposizioni in merito agli accessi, sono molto affabili. Perfino il burbero e diffidente J, perennemente in bermuda anche tra le nevi del Colorado, si lascia andare rivelando la sua pungente ironia e a Londra finirà col salutarmi con rude ma sincero affetto. J ci accompagna nella dressing room di <b>Rashawn</b> e ci consegna i pass per il meet&greet con le istruzioni.<br>Durante il meet&greet, Dave cerca di imparare qualche parola in italiano da sfoggiare sul palco. Gli ricordo il ´ciao vi amo tutti´ che Silvia gli ha fatto scandire davanti alle telecamere della RAI nel pomeriggio. Lui sorride e ripete ´grazzie´ con due zeta. Gli suggerisco un più incisivo ´grazie mille´. Mi chiede cosa vuol dire, glielo spiego e se lo scrive osservando ´praticamente sarebbe come dire thanks a million..´. Ecco perché durante il concerto continuava a sfoggiare, con le sue buffe espressioni mimiche,  il suo ´grazzi mille´…<br><br>A Roma c´è <a style="color:green; text-decoration:underline" target="_blank" href= http://www.dmbrasil.net/carter/carter_ita.asp >Roberto Baruffaldi</a>, l´autore della più bella intervista, tradotta in varie lingue,  fatta a <b>Carter Beauford.</b> Alla fine del concerto, Roberto mi chiama e ci organizziamo per incontrarci e fargli rivedere Carter. Ci fanno entrare nel quartier generale della crew e ci spiegano che dobbiamo aspettare un po´ perché Carter sta facendo la doccia e rilassandosi. Generalmente in tour, anche in America, Carter trascorre tutto il tempo libero in hotel a riposare, perché gli show sono particolarmente pesanti per lui. <br>C´è aria di stanchezza e di apparente svacco. B e J sono davanti ai rispettivi mac, C va e viene, arriva <a style="color:green; text-decoration:underline" target="_blank" href=http://www.ctaylorcrothers.com/>C. Taylor Crothers</a> - il fotografo ufficiale della DMB - col suo mini trolley che racchiude il mac ed il suo prezioso armamentario, entra <b>Jeff Coffin</b> col sassofono appeso al collo (non l´ho mai visto senza sassofono in giro per il backstage e a Londra mi farà anche uno scherzetto goliardico). Roberto rimarrà emozionatamente in piedi per circa un´ora, Betty si accomoda sull´unica sedia libera e io mi sdraio per terra. Controllo le e-mail sull´I Phone e, a mezzanotte e qualcosa, come se fosse pieno giorno, G mi scrive di procurare per tutta la band almeno 10 copie del <a style="color:green; text-decoration:underline" target="_blank" href=http://www.davematthewsband.it/news.asp?id=171&t=3>Buscadero</a> e del <a style="color:green; text-decoration:underline" target="_blank" href=http://www.davematthewsband.it/news.asp?id=170&t=3>JAM</a> di Febbraio. Io gliene ho consegnata una a Milano e, cosi su due piedi, non ho la più pallida idea di come procurarne altre. ´Take it easy´ mi rassicurano J e B, fai quello che puoi. J addirittura risponde al posto mio al messaggio di G con una secca e-mail esilarante. K aggiunge affettuosamente ´è normale che te le abbia chieste, per di più c´è il tuo nome in una delle riviste´. Mentre mando degli sms a chi di dovere, entra Dave col suo boccale di birra emettendo un rutto sonoro e liberatorio. Betty lo apostrofa con un "heeelloo" e Dave realizza che ci siamo anche noi: ´sono proprio terribile.... cosa ci fai ancora qui?´ mi chiede ´sto lavorando ancora´ e B gli spiega quello che mi ha chiesto G. ´Grazie per Warehouse´ gli dico sorridendo, ´it was for you´ risponde e sottolinea la dolcezza del momento indicandomi con tutto il braccio come fa lui quando ti punta dal palco e ti inchioda con uno sguardo d´intesa.<br>E finalmente arriva Carter. Fresco come una rosa, spicca con il suo sorriso a 360 gradi e travolge Roberto con un abbraccio che credo non dimenticherà mai. ´Boooob´ - come se si fossero lasciati il giorno prima - ´non sapevo fossi qui, non ti avrei lasciato aspettare tanto´ continua abbracciandolo,  chiacchierando come una macchinetta e non smettendo un secondo di sorridere. <br>E´ veramente molto tardi e D mi dice che bisogna andare. Io e Betty ci muoviamo insieme agli altri ma Carter è inarrestabile e sono sicura che si porterebbe Roberto in hotel per chiacchierare ancora. Ci salutiamo mille volte e usciamo dal Palalottomatica ritrovandoci in una stradina di campagna. Io e Betty non abbiamo la più pallida idea di dove siamo. Per la verità inizialmente non ce l´ha neanche Roberto, che si orienta dopo qualche secondo. Mentre ci avviamo, non senza difficoltà, sulla strada sterrata (era sterrata? ricordo l´erba, la terra, il buio ed uno stradone principale parallelo a noi. Ma soprattutto ricordo una sensazione di ebbrezza surreale) ci raggiungono le auto con la band. Dave chiede al suo autista di fermarsi, abbassa il finestrino, mi bacia la mano e mi chiede affettuosamente scusa perché non sapeva che fossimo li da tanto nell´aftershow, altrimenti sarebbe uscito prima. Carter lancia un gridolino di saluto e Bob ci accompagna al nostro hotel.<br><br><b>Padova 25 Febbraio ore 16.30</b>. Davanti al Palasport si mangia l´ormai celeberrimo <i>frico</i>, che ha aggregato con entusiasmo i sempre più numerosi con-fusionari del nord-est entrando a far parte, durante l´attesa del tour italiano, dell´immaginario collettivo di <b>Con-Fusion</b> e facendo il suo ingresso anche nel backstage. B e J lo assaggiano incuriositi, mentre prepariamo gli ultimi dettagli organizzativi. I pass per l´ultimo mee&greet, la rassegna stampa da consegnare a G a Londra, la security della ZED confusa dal colore dei braccialetti – ´ma non erano rossi?´- si, stavolta sono rossi, ma i con-fusionari sfoggiano orgogliosamente anche quelli verdi e bianchi delle date precedenti. A. apre il pacco degli splendidi poster di Padova e ritiriamo il trittico per Con-Fusion, parcheggiandolo nell´auto di Betty. <b>Taylor</b> arriva con il suo trolley e si prepara tranquillamente al lavoro. Non ha mai fretta Taylor, si muove con eleganza e sa perfettamente quando scattare come una molla per catturare col suo obiettivo istanti indimenticabili. Betty traduce il menu del catering della band e Carla ci viene in soccorso al telefono perché non abbiamo idea di come si chiamino i tartufi in inglese . Consegno a Dave il poster della JoeBustedBand chiedendogli di farlo autografare da tutta la band. <br>Il meet&greet si svolge nella <b>dressing room di Dave</b>. Un divano, un tappeto orientale, le sue chitarre, il tavolinetto con i colori, le caramelle, i tronchi di liquirizia, le bustine degli integratori vitaminci ed i fogli delle set list, un guardaroba con le sue camicie su cui, osservo, ci sono i nostri regali in viaggio da Milano. La stanza si apre, senza soluzione di continuità, su un bagno ancora più spazioso, con docce e turche bene in vista. L´atmosfera è  surreale e si riempie ben presto di sorrisi, di racconti ed immagini. A <b>Monk</b> non scappa da ridere neanche quando gli scivola comicamente il cappello di lana nero dalla testa. Non l´ho mai sentito dire una sola parola durante il tour italiano, ha un carattere molto particolare, un legame fortissimo con Dave ed un senso dell´humour tagliente ed irresistibile.<br>Concludo il mio tour italiano della DMB chiedendo il permesso di assistere alla seconda metà del concerto di Padova accanto allo stage. Scelgo una postazione che mi permette di vedere ed ascoltare discretamente quello che accade sul palco ma soprattutto osservare incantata la front row di Con-Fusion in delirio. D, J e Monk sono ai loro posti e mi stupisce come, dopo tanti anni e tanti concerti, D accompagni con genuino entusiasmo la musica ballando e infervorandosi.  Poco dopo mi raggiunge <b>Adolfo Galli</b> con cui scambio due parole. Anche lui è in piedi, sorride soddisfatto e la sua gamba sinistra non riesce a stare ferma durante <i>All Along The Watchtower</i>. Gerda arrotola <i>´the sign that Stefan like´</i>, il capolavoro che ha disegnato per questo tour e che consegnerà a <b>Fonz</b>. Al termine del concerto i guys scendono dal palco guidati dalla torcia di J con la supervisione di D. Adolfo stringe la mano a Dave e Carter si avvicina ad un bambino di colore, che hanno fatto entrare apposta per conoscere il suo idolo, lo abbraccia e gli regala due bacchette. La band torna per gli encore e trattengo il respiro su Baby Blue. Taylor sale fulmineo sul palco per immortalare la front row, perché sa che accadrà qualcosa. Dave indossa la mascherina di carnevale della Farfa che suggellerà una strepitosa Sledgehammer, in doppietta con la sorella Shake Me Like A Monkey, volano coriandoli che brillano come stelle e si chiude cosi uno dei più torrenziali concerti della DMB.<br>Salutiamo la crew che rivedremo a Londra. Rashawn sbuca con la sua cena ed entra nella dressing room della band dove troneggia un divanone che contiene comodamente tutti ed un plasma che sta trasmettendo una partita di football. Ridono e su tutto spicca la risata contagiosa di Carter. J mi fa un cenno del capo indicandomi Stefan che staziona a pochi centimetri da me ma non me ne sono accorta. Lo travolgo con un abbraccio. La band si gode la sua pausa, parlano e ridono tutti insieme e siccome li rivedremo ancora di li a breve io e Betty decidiamo di salutarli velocemente sulla porta e di andare. Arrivederci a Londra.<br><br><br><b>Londra 6 Marzo ore 11.30</b>  Atterro a Luton con 18 chili di riviste e le prime review del tour italiano tradotte, a tamburo battente e in meno di una settimana, da <i>Carla Melis</i>. I giorni precedenti si sono svolti all´insegna di comunicazioni, richieste, proposte, trattative con P - il manager della DMB- suggellate dal suo esplicito includermi, come <b>Production Lady</b> a tutti gli effetti, <i>in our team/family</i>.<br>Mentre faccio colazione con Elena a Luton, Betty e Harpo sono atterrati all´aeroporto di Stansted (o Standsfield?) e Riccardo è già in giro per Londra. Realizzo che, per una curiosa coincidenza, a Londra è presente il team al completo dei traduttori di Con-Fusion: <i>Elena Pizzetti</i>, <i>Riccardo Ranzato</i> e <i>Benedetta Copeta</i>. <i>Carla Melis</i> è presente idealmente col suo lavoro e con una bellissima lettera a Dave, che pubblico col suo permesso perché trasuda, con sobria professionalità, la passione di una delle più preziose collaboratrici di Con-Fusion.<br><br><i>Hello Dave,<br><br>my name´s Carla (we met at the meet & greet in Rome, you signed my shirt on my left shoulder)<br>and I am one of Con-fusion´s translators. I just wanted to let you and the guys know that all of us Con-fusion members truly appreciated you guys coming to Italy for 3 dates. We really enjoyed your shows and I can assure you that our forum is bursting with enthusiastic comments, moving memories, beautiful pictures and joy for what we´ve seen and heard. Hopefully you guys had as much fun playing here as we had watching you and singing and dancing with you.<br>As for myself, it´s been a pleasure and an honor to read and translate all the reviews about your amazing music, I did my best to convey the appreciation, admiration and respect all the reviewers expressed in their writings. Con-fusion members know very well and cherish what your music is about, the emotions you can give, and the amazing musicians you all are. Now more and more people will be aware of that (we´re getting new members every day!), and we are all happy about it and, may I say it, very proud of what Con-fusion is doing. <br>I don´t want to take more of your busy time, so have fun for the rest of your stay in Europe, have a good trip back, and take care.<br>It´s good to know that you guys are somewhere in the world making people happy and ‘spreading the love´.<br><br>See you next time!<br>Carla</i><br><br>A Londra c´è anche <i>Rodrigo Simas</i>, che non vedo da tre anni, con cui condividerò, di li a breve,  una delle esperienze più importanti della mia avventura con la DMB.<br>L´appuntamento per tutti è nella hall dell´hotel dove soggiorna Rodrigo, che è anche dove staremo Betty ed io. Rodrigo ha il suo blackberry con internet fuori uso e riusciamo a comunicarci deliranti messaggi via facebook che riceviamo reciprocamente dopo ore, se non il giorno dopo, cosi ci vedremo direttamente all´arena. Come ci racconterà successivamente, è stato in giro 6 ore a piedi per Londra con <b>Jeff Coffin</b>, una forza della natura che ama trascorrere il touring day passeggiando per ore a piedi o guidando spericolatamente l´auto -ignorando con disinvoltura divieti, semafori e sensi unici-  per poi lasciare i suoi amici di merende sdraiati a pezzi sul letto dell´hotel mentre lui si dirige allegramente a suonare al concerto. La lunga passeggiata londinese di Jeff farà saltare il soundcheck previsto a Londra. <b>Carter</b> si presenta invece puntuale, nonostante abbia trascorso la mattinata a riposare e poi dal parrucchiere. Con lui c´è <b>Stefan</b>. <br><br>Già, perché mentre ci dirigiamo tutti insieme all´arena, Betty si accorge di aver dimenticato in hotel il suo pass, quindi torna indietro con Harpo per recuperarlo. Il leitmotiv della tappa londinese sarà il doppio di tutto. Elena ed Harpo hanno in due quattro biglietti per il concerto, Betty ed Harpo fanno due corse in taxi per andare nello stesso posto. Ma qualcosa non torna: Harpo ha una camera singola con doppia dotazione di tutto, mentre Betty ed io abbiamo una camera doppia con un unico asciugamani. Mi consolo con la doppia colazione.<br><br>Verso le 16 entro nella splendida struttura dell´arena e ci metto un po´ a trovare la DMB production perché quella sera ci sono due concerti e due distinte aree per le rispettive produzioni, entrambe sotto l´ala onnivora della LiveNation. Mentre mi aggiro per il corridoio del backstage alla ricerca delle porte giuste, incrocio <b>Rashawn</b> che placidamente sta entrando nella sua dressing room. Io sono alle sue spalle e non lo saluto perché la scena è troppo suggestiva: cammina lentamente muovendo la testa al ritmo di qualcosa che ha in mente, poi fa un cenno di assenso come a dire ´ecco ci sono´, canticchia e <i>parapapà</i> fa una suonatina con la tromba prima di sparire  dalla mia vista.<br><br>Le Production Ladies stavolta hanno un ufficio per conto loro. K mi abbraccia aiutandomi con il macigno che ha messo fuori uso  il mio braccio destro, C pisola sdraiata per terra, apre un occhio e sorride con tutto l´entusiasmo di cui sono capaci le sue energie residue. Mi sdraio anch´io accanto a lei e chiacchieriamo. Mi chiedono soprattutto di me, che lavoro faccio, di dove sono e cosi via. Complice anche la morbida moquette blue, sento anch´io all´improvviso una sorta di languido torpore e mi lascio andare sorseggiando il litro di caffè che mi offrono. Anche la connessione internet del mio I Phone fa le bizze cosi mi fanno connettere alla rete wireless della DMB production.<br>Mentre recupero le energie arriva G che mi prende in giro per la mia quasi pennichella. Lui naturalmente sembra non dorma mai. E mentre, nell´ilarità generale, le Production Ladies mi difendono suggerendogli di trattarmi bene, parliamo del contenuto di ciò che gli ho portato e di ciò che c´è in ballo. Scoppia a ridere quando gli consegno la sorpresa culinaria che dovrà consegnare alla sua assistente, rimasta in America, ma che segue il tour europeo sui nostri facebook e mi aveva chiesto se i guys potevano portargliela. G mi porta nel suo ufficio, dove c´é B che mi saluta abbracciandomi e baciandomi, e tira fuori dallo scatolone delle buste WH quella a mio nome dove, mi spiega, c´è l´all access per me più tre biglietti e tre pass per il lounge. Potrò far entrare nel backstage Betty col suo pass italiano e un´altra persona col mio pass italiano. In quel mentre arriva anche A. E´ uno straccio, molto stanco e provato ma sempre di una squisita disponibilità. Mi mette da parte altri poster per Con-Fusion e mi chiede se voglio quello di Londra. Che brutto penso tra me e me, cosi gli rispondo sorridendo che va bene cosi.<br>Percorrendo le mille miglia dell´estesa area che mi separa dagli altri, in attesa all´ingresso, mi infilo in quella che mi sembra una scorciatoia e mi imbatto in Carter con la sua risata argentina e Stefan. Incrocio <b>Tim</b> che mi prende per un braccio perché mica l´ho visto. Saluti, baci e abbracci e, proseguendo per il cunicolo, mi ritrovo nel bel mezzo dell´arena vuota. Ho il palco alle mia spalle e resto senza fiato per la bellezza del posto. Talmente senza fiato e stordita da rimanere li impalata per alcuni secondi. C´è un silenzio surreale ma sento su di me lo sguardo di qualcuno. Mi giro lentamente e, appoggiato alla transenna, c´è <b>Dave</b> che mi sta fissando. Ci fissiamo per un lungo ed interminabile istante finché lui si decide a riportarmi sulla terra con un saluto dolcissimo. Mentre ci abbracciamo con la soffice ed avvolgente morbidezza di cui solo lui è capace, gli sussurro all´orecchio ´scusami, non ti avevo visto, I was kidnapped by the gorgeous location…´ e lui mi stritola sorridendo con un ´si me ne sono accorto´. Gli chiedo se per caso ha già visto Rodrigo perché non riusciamo a contattarci a vicenda e mi risponde che si, è già a Londra, ma non si è ancora fatto vedere al backstage.<br> <br>Volo all´ingresso, proprio mentre stanno arrivando anche Betty e Harpo. Consegno il pass per il backstage ad Elena ed i lounge a Riccardo e Harpo. In seguito io, Harpo e Riccardo scopriremo che il lounge è una sorta di bar privé, che ricorda i night club a luci rosse, dove sorseggeremo una birra spalmati su un divano di pelle e avvolti da luci soffuse. Riccardo non ha mai visto la DMB dal vivo e quel pomeriggio asserirò con assoluta certezza ´vedrai, la tua vita non sarà più la stessa´. Certo non potevo immaginare che appena messo piede a casa avrebbe organizzato la sua tappa a Birmingham. Senza di noi per giunta! E´ questo il bello dei concerti della DMB: ti stregano in un vortice in cui il passaparola ingloba sempre più numerosi estimatori, alcuni dei quali lo saranno per sempre. Volete far felice un amante della musica? Portatelo ad un concerto della DMB. Anche a scatola chiusa.<br><br>Ma eravamo rimasti all´ingresso, dove ci fanno la TAC come in aeroporto e finalmente entriamo. C´è Dave in corridoio, che riconosce Elena. Ne approfittiamo per chiedergli quello che da tempo sono curiosa di sapere. Gli regalo Scratch My Back, l´ultimo capolavoro di Peter Gabriel, di cui lui è un grande fan. Mentre Scratch My Back era in gestazione, i forum americani avevano fatto girare la notizia che uno degli artisti presenti nel progetto sarebbe stato proprio Dave Matthews. Non trovando conferme, mi ero informata presso lo staff di Peter riuscendo a sapere solo che Dave era nella rosa dei candidati e che Peter aveva molto apprezzato la sua versione di Sledgehammer. In realtà, come ci confermerà Dave, nessuno lo ha mai contattato in merito a questo progetto che avrebbe fatto molto volentieri ´no, non ne ho mai saputo nulla, mi sarebbe piaciuto, ma nessuno me lo ha chiesto…ci sarò nel prossimo´ decreta sorridendo.<br>Con Dave ci sono naturalmente anche J e D. J è esilarante. Ci spiega che a Londra ci sono diversi tipi di pass. Che per il momento possiamo stare tutti li, ma dopo Betty ed Elena non potranno entrare nel backstage. Il tutto inframmezzato da battute sul fatto che lui non capisce una parola quando io parlo in italiano con gli altri e chissà cosa sto dicendo di lui ´your english is wrong, but better than my italian´.<br><br>Mentre Elena e Betty si piazzano in front row, Harpo e Riccardo decidono di stare con me, dopo aver osservato che la postazione reserved è molto strategica e vicinissima al palco. E fu cosi che Harpo, con due biglietti standing, a Londra starà da tutt´altra parte. Con C siamo d´accordo che mi porterà Rodrigo li appena lo vedrà. Mentre gironzolo tra il mio posto ed il backstage alla ricerca di un´oasi dove poter fumare, mi accorgo che c´è l´ingresso anticipato per i warehousers. Ciò che più mi stupisce è la disorganizzazione del tutto. E´ un ingresso laterale, senza indicazioni di alcun tipo, attraverso cui i warehousers entrano correndo verso lo stage. Realizzo anche, ma ne avrò conferma nell´aftershow, che non c´è nessun meet&greet, che gli unici ad avere l´all access a Londra siamo io e Rodrigo, cioè <b>Con-Fusion</b> e <a style="color:green; text-decoration:underline" target="_blank" href=http://www.dmbrasil.net/page/index.asp >DMBrasil</a> e due  americane, amiche personali della band. <br>Quando finalmente arriva Rodrigo il tempo stringe e lui deve procurarsi il photopass. Chiacchieriamo con <b>Taylor</b> che, inginocchiato per terra, lavora davanti al suo mac e prepara la sua strumentazione. Come Rodrigo, del resto, che sfrutta ogni centesimo di secondo nel backstage facendo diverse cose contemporaneamente. Il tempo di salutare B, C e <b>Fenton</b> ed è subito lo show.<br><br>Lo stato di grazia della band a Londra è palpabile fin dai primi minuti e, dopo l´evocativa Still Water,  Fenton fa esplodere Don´t Drink The Water con un boato accecante che illumina il pubblico a giorno. Un concerto ad altissimi livelli che farà impallidire nel mio immaginario anche il ricordo di Lucca, rispetto al quale è sicuramente più solido e tecnicamente perfetto sul piano musicale. La chiusura con Stay, poi, é una delle mie preferite.<br><br>Nell´aftershow sto chiacchierando con Rodrigo di vari progetti in comune quando un <i>parapapà</i> di sax alle mie spalle mi fa sussultare dallo spavento. E´ Jeff Coffin a cui lo scherzetto è riuscito perfettamente e scoppia in una risata contagiosa. Col sax appeso al collo e dopo un´intera giornata in cui non si è fermato un secondo, sembra pronto per le avventure notturne. Rido anch´io ma sono seria quando dico loro scordatevelo di portarmi in giro a fare le ore piccole. Jeff è davvero irresistibile e, insieme a Tim, ama andare per locali ad ascoltare musica live. Stavolta però passerà anche Rodrigo, provato dal jet lag.<br>Nel backstage c´è il gotha della DMB production, compreso <a style="color:green; text-decoration:underline" target="_blank" href=http://www.davematthewsband.it/faq.asp?q=3.6#3.6 >Coran Capshaw</a> ed i capi della LiveNation. Proprio quella sera si inaugura lo <a style="color:green; text-decoration:underline" target="_blank" href=http://www.davematthewsbandstore.co.uk/>lo store ufficiale europeo della DMB</a> e c´é gran fermento. B mi presenta il responsabile della E. con cui avrò a che fare per tutte le esigenze della stampa italiana. Parlo a lungo anche con G con cui mi accordo sulle prossime cose di cui hanno bisogno. D, invece, continua ad essere perplesso su come diavolo facciamo io e Rodrigo a comunicare e gliene diamo una dimostrazione live sfoggiando il nostro ormai collaudato e personalissimo linguaggio che ingloba il portoghese, lo spagnolo e l´inglese. Chiacchieriamo a lungo anche con Stefan, soprattutto di musica e dei nostri personali progetti futuri.<br>Arrivati al punto di cottura e dopo aver fatto tutto quello che dovevamo fare, decidiamo di andarcene. Rodrigo proseguirà il suo tour europeo a Manchester e Dublino. Per me è arrivato il momento di salutare tutti. Il burbero J mi chiede quali saranno le mie date americane e che cosa gli porterò. Cosa vuoi che ti porti? Ci pensa su un attimo e risponde ´kiss´ scoppiando a ridere e abbracciandomi forte. Arrivederci al summer tour guys!<br><br><br><br><br><br><br>]]></description>
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<pubDate>Dom, 14 Marzo 2010 0:0:00 +0100</pubDate>
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